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Scrivi un commento al testo di Fernando Massimiliano Andreoni
Lucca

Da lontano ti vedo

tra le torri e i palazzi

e quel verde accecante

sotto il sole di luglio,

che profuma di erba

non appena è tagliata,

proprio lì dove un tempo

pedalavo in triciclo.

 

Poi le strade in penombra

che hanno visto duelli

e miracoli, e amori,

ne respiro il ricordo.

 

Lucca piena di storia,

di splendore e leggenda,

di fanciulle in carrozza

che si giocano l’anima,

o scolpite nel marmo

a futura memoria

di un amore perduto,

di bellezza che è eterna.

 

Strade buie e pavé,

logge già medievali,

per buttarcisi dentro

e poi fare l’amore.

 

Lucca bella e incoerente,

sei un sepolcro imbiancato,

sorridente al mattino,

operosa e borghese

e la sera puttana,

smalto nero e rossetto,

da far perdere il senno,

da fissare negli occhi.

 Arcangelo Galante - 02/07/2020 14:32:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Una sorta di tributo che inquadra una città bellissima, chiamata Lucca, che persino col suo fascino “muto” è capace di comunicare agli abitanti e visitatori.
Godibile al massimo nel periodo estivo e di notte, il testo rimane un elogio fantastico ad un luogo toscano, reso ancora più stupendo, unico e indimenticabile, dalle descrizioni liriche dell’autore!

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