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al testo di Fernando Massimiliano Andreoni
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Da lontano ti vedo tra le torri e i palazzi e quel verde accecante sotto il sole di luglio, che profuma di erba non appena è tagliata, proprio lì dove un tempo pedalavo in triciclo.
Poi le strade in penombra che hanno visto duelli e miracoli, e amori, ne respiro il ricordo.
Lucca piena di storia, di splendore e leggenda, di fanciulle in carrozza che si giocano l’anima, o scolpite nel marmo a futura memoria di un amore perduto, di bellezza che è eterna.
Strade buie e pavé, logge già medievali, per buttarcisi dentro e poi fare l’amore.
Lucca bella e incoerente, sei un sepolcro imbiancato, sorridente al mattino, operosa e borghese e la sera puttana, smalto nero e rossetto, da far perdere il senno, da fissare negli occhi. |
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