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al testo di Filippo Piacere
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Mi perdo nell'angoscia sorseggiata amara, dalla mia anima, che s'incanta di un desiderio lontano e forte.
Immaginare le cime delle montagne come segno di un cavallo imbiancato, feroce, attrito che smuove il fruscio stanco e immobile.
Fumo di sigaretta che si adagia sullo sterco di unghie appese alle cornici delle baite, sussuranti tremori antichi, nel futuro proiettati.
Le menzogne dei viandanti sono affannosi respiri di musiche stonate, scalfiti sulle pareti delle grotte dimenticate.
Affogo nel tempio di lacrime, e solitario vago nelle coppie ammuffite di noia che se pur bagnata, è vita. |
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