Mi perdo nell'angoscia sorseggiata amara, dalla mia anima, che s'incanta di un desiderio lontano e forte. Immaginare le cime delle montagne come segno di un cavallo imbiancato, feroce, attrito che smuove il fruscio stanco e immobile. Fumo di sigaretta che si adagia sullo sterco di unghie appese alle cornici delle baite, sussuranti tremori antichi, nel futuro proiettati. Le menzogne dei viandanti sono affannosi respiri di musiche stonate, scalfiti sulle pareti delle grotte dimenticate. Affogo nel tempio di lacrime, e solitario vago nelle coppie ammuffite di noia che se pur bagnata, è vita.
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Arcangelo Galante
- 18/11/2017 19:43:00
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Unintrospettiva pubblicazione, che parla di un percorso, in solitudine, ma di riscatto verso il destino assai egoista, che ha privato lautore, forse, di una gioia immensa, deludendolo appieno nelle aspettative esistenziali. Versi melanconici, a indicare la vastità del mondo, percepito lungo il cammino e mostrante orizzonti con scenari di vita assai differenti, nonché peculiari, gli uni dagli altri. I versi non negano la bellezza e larmonia di ciò che si è visto e incontrato, ma esaltano il rimpianto di non aver avuto abbastanza cose da condividere per sempre. Bellissima opera, nel suo significato pure sentimentalmente romantico. Un cordiale benvenuto nel sito de La Recherche.
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eloisa ticozzi
- 18/11/2017 16:43:00
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Bravo Filippo, ammiro molto la seconda strofa!
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