LaRecherche.it

« indietro :: torna al testo senza commentare

Scrivi un commento al testo proposto da Giovanni Baldaccini
Cose dÂ’agosto

- Se sei un utente registrato il tuo commento sarà subito visibile, basta che tu lo scriva dopo esserti autenticato.
- Se sei un utente non registrato riceverai una e-mail all'indirizzo che devi obbligatoriamente indicare nell'apposito campo sottostante, cliccando su un link apposito, presente all'interno della e-mail, dovrai richiedere/autorizzare la pubblicazione del commento; il quale sarà letto dalla Redazione e messo in pubblicazione solo se ritenuto pertinente, potranno passare alcuni giorni. Sarà inviato un avviso di pubblicazione all'e-mail del commentatore.
Il modo più veloce per commentare è quello di registrarsi e autenticarsi.
Gentili commentatori, è possibile impostare, dal pannello utente, al quale si accede tramite autenticazione, l'opzione di ricezione di una e-mail di avviso, all'indirizzo registrato, quando qualcuno commenta un testo anche da te commentato, tale servizio funziona solo se firmi i tuoi commenti con lo stesso nominativo con cui sei registrato: [ imposta ora ]. Questo messaggio appare se non sei autenticato, è possibile che tu abbia già impostato tale servizio: [ autenticati ]

VIII

Quando fu che le particelle diventarono

L'uomo intero, e i caratteri e le credenze divennero

Carattere e credenza e le differenze presero

Differenza e fu tutt'uno? Dovette essere

Alla presenza di una solitudine dell'io,

Un'espansione e l'astrazione di un'espansione,

Una zona del tempo senza il ticchettio dell'orologio.

Un colore che si mosse grazie all'oblio.

Quando fu che udimmo la voce dell'unione?

 

Fu forse quando, seduti nel parco, l'arcaica forma

Di una donna con una nuvola in spalla

Si levò contro gli alberi e poi contro il cielo

E il senso dell'arcaico ci toccò d'un tratto

In un movimento nei tratti della somiglianza?

Alla vista ci somigliavamo.

Il colore smemorato dell'autunno

Era pieno di tali forme arcaiche, giganti

Del senso, evocanti la stessa cosa in molti uomini,

Evocanti uno spazio arcaico, dileguantisi

Nello spazio, lasciando solo il contorno della sagoma

Di quell'essere impersonale, il viandante,

Il padre, l'antenato, il signore barbuto,

La somma delle ombre umane lucide come vetro.

 

Wallace Stevens, “Cose d'agosto” da Aurore d'autunno.

Nessun commento

Leggi l'informativa riguardo al trattamento dei dati personali
(D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e succ. mod.) »
Acconsento Non acconsento
Se ti autentichi il nominativo e la posta elettronica vengono inseriti in automatico.
Nominativo (obbligatorio):
Posta elettronica (obbligatoria):
Inserendo la tua posta elettronica verrà data la possibilità all'autore del testo commentato di risponderti.

Ogni commento ritenuto offensivo e, in ogni caso, lesivo della dignità dell'autore del testo commentato, a insindacabile giudizio de LaRecherche.it, sarà tolto dalla pubblicazione, senza l'obbligo di questa di darne comunicazione al commentatore. Gli autori possono richiedere che un commento venga rimosso, ma tale richiesta non implica la rimozione del commento, il quale potrà essere anche negativo ma non dovrà entrare nella sfera privata della vita dell'autore, commenti che usano parolacce in modo offensivo saranno tolti dalla pubblicazione. Il Moderatore de LaRecehrche.it controlla i commenti, ma essendo molti qualcuno può sfuggire, si richiede pertanto la collaborazione di tutti per una eventuale segnalazione (moderatore@larecherche.it).
Il tuo indirizzo Ip sarà memorizzato, in caso di utilizzo indebito di questo servizio potrà essere messo a disposizione dell'autorità giudiziaria.