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Nez ������������������������������������������������ La rivista olfattiva

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Alla base della scelta di parlare di questa nuova e bella rivista c’è una domanda che mi sono posto spesso e che viene ripresa nell’editoriale del numero 4: Alla domanda “il profumo è un’arte?” la nostra risposta, è rappresentata da un atto militante espressione di una volontà di iscrivere l’universo olfattivo all’interno di un movimento culturale, e di elevare il profumo al rango di oggetto d’arte… Secondo me, sicuramente un profumo è un’espressione artistica, nasce da una ispirazione, si forma nella mente del creatore, il cosiddetto naso, e viene creato con l’intento di esprimere qualcosa: sia essa un’immagine, un suono, la rievocazione di un momento o forse, in modo apparentemente più semplice, esprimere lo spirito dei tempi, la moda di quell’anno, o il pensiero imperante. Per quest’ultima nota basti pensare al movimento Hippy e al Patchouli. Il naso esprime la sua intuizione con essenze, estratti, molecole e altro, così come un pittore coi colori o un artista multimediale con una mutevole varietà di elementi e di mezzi elettronici e mediatici. Il grande discrimine è insito nel fatto che l’opera d’arte, propriamente detta, in genere è un’opera unica, e, sebbene oggetto mutevole e cangiante per antonomasia, in quanto raggiunge il suo completamento in chi la osserva, ha una funzione “statica” in un museo, una galleria o nelle mani del collezionista. Invece, il profumo deve essere riprodotto in serie, più o meno numerosa, ma necessita di una riproduzione su vasta scala. Anche se a questo fanno eccezione alcuni nasi, che di alcune essenze producono tirature limitatissime. Questa necessità di riproduzione del profumo, unita a quanto detto prima è quanto lo accomuna ai libri: nascono da ispirazione e vengono messi in commercio per comunicare qualcosa al lettore, o a chi acquista il flacone. Tra parentesi Frédéric Malle, con le sue Editions de Parfum si considera un vero e proprio editore: i nasi propongono la propria opera che viene “pubblicata” con titolo e autore, cioè il naso, contrariamente a quanto succede nella stragrande maggioranza dei casi, in cui il nome del naso, ovvero della persona che ha creato il profumo, resta nascosto. E ora, al netto delle mie divagazioni, ecco questa bella rivista.

 

Comincio col fatto che l’idea di mettere sul mercato una rivista cartacea e di grande formato rappresenta una scelta coraggiosa: laddove molte si smaterializzano sul web, Nez invece si presenta col suo grande formato, le pagine di carta spessa, una cura molto bella, e molto francese, per le illustrazioni e i dettagli. Credo che uno dei maggiori meriti di Nez sia quello di portare sotto i riflettori i creatori dei profumi, che spesso restano nascosti o noti solo a pochi addetti ai lavori. Si scoprono così tanti intrecci, certe fragranze più economiche magari create da nasi che lavorano anche per maisons molto blasonate; ma si scoprono anche le persone che raccolgono la lavanda o coltivano le tuberose, chi si occupa dei flaconi. Sfogliando Nez sembra di sfogliare una rivista letteraria: ci sono le voci dei critici che analizzano il momento con le sue influenze, c’è chi si occupa di seguire l’andamento economico del settore; poi le interviste ai grandi nasi: cosa li ispira e cosa li influenza. Ci sono interviste impossibili a personaggi che nella realtà non sono mai esistiti, se non su carta, ed ecco chiedersi ad Harry Potter o a Frodo Baggins quali fragranze potrebbero piacere, accanto a reportage più ampi sulla cultura olfattiva vera e propria, giungendo in territori inaspettati, come per esempio il fumo o le droghe, che di fatto, a ben pensarci, hanno un odore e coinvolgono l’uso del naso. Gli articoli e le rubriche sono veramente tanti e di variegato interesse, tra materie prime naturali, molecole di ricerca, curiosità e recupero di antichi mestieri, è una lettura molto interessante, si scoprono grandi realtà e perle minime che fa sempre piacere conoscere, per esempio, malgrado l’enorme numero di prodotti profumati al mughetto nessuno è mai riuscito ad estrarre l’essenza dai fiori ma dal lontano 1905, grazie alla Knoll & Co, si usa una molecola che si chiama idrossicitronellale, che in natura non esiste ma rappresenta egregiamente il profumo dei fiori. In chiusura di ogni numero, come si fa per i libri, le recensioni e le nuove uscite, stroncature, conferme, nuove proposte, in schede corredate dai dati tecnici compresi di prezzo.

 

Per chiudere una breve dissertazione sul rapporto tra arte e scienza. Brevemente, se come abbiamo visto la profumeria è un’arte, per esprimersi ha bisogno della scienza, l’estrazione delle essenze, la creazione di molecole, e tutto il processo produttivo si basa su procedimenti scientifici. E la bellezza di un profumo si può tranquillamente esprimere con una bella formula.

 

Riporto dalla rivista numero 8:

 

“Ogni sei mesi, Nez ci invita a esplorare il mondo attraverso il prisma delle sensazioni olfattive, adottando un approccio interdisciplinare inedito: arte, letteratura, fotografia, scienza, storia, profumo… Per scoprire e capire il ruolo essenziale dell’olfatto nella nostra vita.

Un odore può provocare dipendenza? Perché l’etanolo è così radicato nella profumeria? Come fanno i marchi a creare dipendenze olfattive? Fumo, alcol, droghe…L’ottavo numero di Nez svela i legami tra olfatto e sostanze assuefacenti.”

 

Il sommario del numero 8:

 

L’olfatto della moda. Moda e profumo: un’amicizia di lunga data.

Icone. Fanno buon uso del loro naso, e costruiscono un universo olfattivo proprio.

Odorama. Tutto ciò che avete sempre sognato di sapere sugli odori, ma che non avete mai osato chiedere. La storia delle molecole dall’odore di mughetto. La verbena un’erba popolare. Anatomia degli odori: la camera dei bambini.

Corrispondenze. Invisibili, imprescindibili, gli odori accompagnano ogni atto creativo. Parasite, sociologia olfattiva. Kōdō, tendere le narici per ascoltare il legno. Gli spiriti del Giappone di Flore-Aël Surun. L’apicoltore Didier Alessandroni. Infinity blue, di studio Swine. Ritratto della giornalista Sylvia von Harden di Otto Dix.

Magazine. Un’esplorazione del mondo dei profumi attraverso i suoi attori, i suoi segreti di produzione, la sua storia. Reportage: La lavanda. Intervista: Serge Lutens. Flashback: gli anni duemila. La boutique immaginaria.

Dipendenze olfattive. Uno sguardo sui legami tra olfatto e sostanze psicotrope, attraverso il prisma della storia, della scienza, del marketing, della sociologia. Profumi e dipendenze: fragranze e sostanze, una cronologia. Storia di alcoli: come l’etanolo è diventato pilastro dell’industria profumiera. Da una voluta all’altra: tabacco e profumo un destino comune… che va in fumo. Sniffatori d’élite: il segreto dei cani antidroga? L’addestramento. Profumi di proibito: quando le sostanze psicoattive ispirano i marchi. Ci vogliono dipendenti: perché l’industria profumiera è ossessionata dalla dipendenza? Appassionati di profumi: testimonianze dal mondo dei fanatici del flacone.

La gazzetta dei profumi. Da bene di consumo a opera d’arte: Nez esplora i retroscena del settore e ne svela le novità. Intervista: Luca Turin. Genealogia: Fracas di Robert Piguet. Ritratto di marca: Nicolaï. La selezione: i nostri preferiti e le novità. Il punto: formula a scelta.

 

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