LaRecherche.it

« indietro :: torna al testo senza commentare

Scrivi un commento al testo di Giuliano Brenna
La tinozza di rame

- Se sei un utente registrato il tuo commento sarà subito visibile, basta che tu lo scriva dopo esserti autenticato.
- Se sei un utente non registrato riceverai una e-mail all'indirizzo che devi obbligatoriamente indicare nell'apposito campo sottostante, cliccando su un link apposito, presente all'interno della e-mail, dovrai richiedere/autorizzare la pubblicazione del commento; il quale sarà letto dalla Redazione e messo in pubblicazione solo se ritenuto pertinente, potranno passare alcuni giorni. Sarà inviato un avviso di pubblicazione all'e-mail del commentatore.
Il modo più veloce per commentare è quello di registrarsi e autenticarsi.
Gentili commentatori, è possibile impostare, dal pannello utente, al quale si accede tramite autenticazione, l'opzione di ricezione di una e-mail di avviso, all'indirizzo registrato, quando qualcuno commenta un testo anche da te commentato, tale servizio funziona solo se firmi i tuoi commenti con lo stesso nominativo con cui sei registrato: [ imposta ora ]. Questo messaggio appare se non sei autenticato, è possibile che tu abbia già impostato tale servizio: [ autenticati ]
La tinozza di rame del titolo è un dono fatto da un cardinale all’avo del protagonista e nel corso del romanzo più che luogo deputato alle abluzioni appare come una mistica alcova in cui il destino prende forma, una sorta di crogiolo in cui la vita del protagonista si ricongiunge con la vera essenza di sé al riparo dalle tribolazioni del mondo. Il romanzo inizia con uno stratagemma che introduce la narrazione vera e propria e narra la vita di un confessore agostiniano nel XVII secolo, narrata da lui medesimo. Nel corso della vicenda si vede il protagonista avviarsi alla carriera ecclesiastica grazie al sostegno di un augusto benefattore, ma la vita in seno alla Chiesa risulta assai travagliata per il povero frate, che conoscerà maldicenze, trame nascoste e perfino il carcere. Ma l’occhio acuto dell’autore getta, attraverso il protagonista del romanzo, un pungente, ed aggiungerei poco ortodosso, sguardo sulla Chiesa dell’epoca. Infatti il frate, nel corso della sua vita incontrerà riti pagani, la Qabbalah, seguaci del Grande Nolano, ed altre situazioni che ben poco hanno, apparentemente, di cristiano, ma che, unite nel contesto socio-culturale dell’epoca hanno dato linfa con cui la Chiesa è cresciuta e si è ramificata. Nel romanzo non mancano gli intrighi politici, soprattutto nel personaggio di Olimpia Maidalchini Pamphili, detta la “Papessa”, che vediamo molto attiva nel pilotare i Conclave, alla faccia dell’ispirazione santa, i papi erano eletti seguendo criteri tutti umani e di convenienza. Donna Olimpia inoltre risanerà conti dello stato Pontificio tassando il meretricio, e qui, considerazione personalissima, noterei una certa assonanza con i traffici che spesso hanno come fulcro i possedimenti vaticani. Il romanzo scorre godibilissimo, raccontato con linguaggio che risuona come dell’epoca, ma che non appesantisce la lettura, anzi la rende più realistica e a tratti alleggerisce e rende divertente quanto si va raccontando. L’autore dà prova di grande preparazione mescolando nella trama, come già accennato, elementi appartenenti a religioni antiche, per esempio nella descrizione di riti pagani, o parlando della Qabbalah, e dimostra come anche quelli che si considerano santi uomini vivono di incertezze e di tentennamenti, e che il fervore religioso, l’umiltà o il desiderio di aiutare il prossimo albergano spesso – e benissimo – in cuori che, al di là dell’abito, continuano a rivestire tratti del tutto secolari. Sono assai significativi i passi in cui il protagonista cede alle tentazioni della carne, o addirittura vive una relazione d’amore con una donna, pur senza rinunciare alla purezza del suo animo e continuando ad essere un buon frate. La miopia della Chiesa invece lo condanna per un fatto che non commette, solo per una supposizione; l’Inquisizione, dimostra tutta la sua assurdità e dimostra come l’ignoranza dei suoi propugnatori abbia causato tante sofferenze, senza riuscire in nessun modo a fermare lo svilupparsi delle idee di modernità, tanto avverse alla Chiesa, ma anzi, chi si ergeva a moralizzatore era colui che più aveva da nascondere, viene spontaneo pensare che nulla è cambiato nel corso dei secoli all’ombra del cupolone. Come si nota il romanzo è assai complesso, su di una trama lineare e molto ben costruita si innestano tanti spunti di riflessione su fatti storici, su come le antiche culture hanno dato linfa alla Chiesa nel suo evolvere, non è un caso che il protagonista, prima di diventare frate, ha un intreccio con il paganesimo; sembrerebbe quasi che nella vita del protagonista l’autore abbia voluto dispiegare la vita stessa della Chiesa con i suoi travagli e compromessi per giungere ad essere universale, e dicendo che in fondo gli uomini che la reggono sono sostanzialmente – e solo – degli uomini. Concetto che potrebbe sembrare lapalissiano, ma in realtà dire che un uomo di fede, di Chiesa, un alto prelato è soprattutto un uomo, capace di amore, di dubbi, di tentennamenti talvolta sembra sacrilego. Il romanzo è veramente ben costruito e ben raccontato, descrive in modo efficace un’anima alla ricerca della sua strada nel mondo, racconta la vita del confessore in modo complesso ma senza funambolismi, in modo colto e schietto. Questo “Tinozza di rame” è stato veramente una bella scoperta, assai piacevole, a tratti perfino spassoso, quando narra di amplessi un po’ casuali, un po’ “bizarre”, e serba una bellissima sorpresa nel finale, con un autentico colpo di scena che corona la bellezza del romanzo e lo rende ancor più vivo e palpitante di profondo sentimento. Un romanzo che dimostra una notevole capacità narrativa dell’autore, unita a una grande cultura ed a una notevole sagacia che non mancherà di deliziare i lettori più esigenti.

Nessun commento

Leggi l'informativa riguardo al trattamento dei dati personali
(D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e succ. mod.) »
Acconsento Non acconsento
Se ti autentichi il nominativo e la posta elettronica vengono inseriti in automatico.
Nominativo (obbligatorio):
Posta elettronica (obbligatoria):
Inserendo la tua posta elettronica verrà data la possibilità all'autore del testo commentato di risponderti.

Ogni commento ritenuto offensivo e, in ogni caso, lesivo della dignità dell'autore del testo commentato, a insindacabile giudizio de LaRecherche.it, sarà tolto dalla pubblicazione, senza l'obbligo di questa di darne comunicazione al commentatore. Gli autori possono richiedere che un commento venga rimosso, ma tale richiesta non implica la rimozione del commento, il quale potrà essere anche negativo ma non dovrà entrare nella sfera privata della vita dell'autore, commenti che usano parolacce in modo offensivo saranno tolti dalla pubblicazione. Il Moderatore de LaRecehrche.it controlla i commenti, ma essendo molti qualcuno può sfuggire, si richiede pertanto la collaborazione di tutti per una eventuale segnalazione (moderatore@larecherche.it).
Il tuo indirizzo Ip sarà memorizzato, in caso di utilizzo indebito di questo servizio potrà essere messo a disposizione dell'autorità giudiziaria.