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al testo di Rita Stanzione
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Al museo si mostrano resti rubati a vite in corso, la disumanità in collezioni spaventose.
Protesi non più attive, capelli esanimi un tempo carezze ai visi, scarpe senza compagne e più misure bambine. Gli ingressi ai forni, voci annerite non evase in tempo nel futuro.
Il capolinea tutti obbligò a scendere, come se si potesse perdere una coincidenza. |
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