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Un ripiano si addice a posto

Mio padre è esposto a nordovest e conta 

dal tramonto la sorgente che non vede.

Mia madre apre la sfilata in favore di camera:

è meravigliata, vede cose dell’altro mondo 

e i parenti con il loro cordoglio fanno cornice 

più o meno a giorno.

Dunque, sulla mensola la distanza è garanzia

di appartenenza, perché gli anni seguono 

centimetri per giorni.

Stanno lì per adesso, quegli adesso inestimabili

che gli occhi scorrono come grani in un rosario

di congiunzioni. 

Un plotone familiare sotto il fuoco di fila 

delle rivisitazioni e/o dei paradossi 

di caduti e risorti a vista.

Frazioni d’acqua per ognuno di quei frame, 

pontificazioni di sangui a volte, a volte

unanimità di giorni. 

Vado tra loro come la goccia nel polsino

quando dal rubinetto al viso esplode: 

un brivido e un disagio: la vita, insomma.

Sono passato tra di loro come futuro nudo.

In altre parole, ho fatto il mio tempo fuori

da queste madreviti ma la filettatura

è su di loro come ritorno. 

Sono ancora robusti, benché soltanto busti

digitali, ritoccabili dove serve - e a me 

tocca tanto il cuore e la mente, 

partendo dalla credenza che uno stipo

è adatto a conservare l’intimo e lo spirito, oltre

la forma e quel succo in luce.

Di tanta pasta fatto.

 

 Robert Wasp Pirsig - 25/01/2025 18:10:00 [ leggi altri commenti di Robert Wasp Pirsig » ]

Ah, bellanima! E’ la tua benevolenza che gratifica, non il mio testo che, sia detto per inciso, si comporta come il saltimpalo: e vai a capire la lingua che cinguetta!... Ogni lettura, comunque, nobilita il piccolo animale - ed io sono minuto e ruglio. Grazie a te non mi dice male.

 Laura Turra - 24/01/2025 18:54:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Caro Robert, hai una scrittura rara, preziosa. Che dono leggerti!
Soprattutto qui: abbiamo tutti quegli adesso inestimabili da scorrere con gli occhi, quegli occhi che soli l ci rilegano. La chiusa una vetta. Sublime.
Ti dico grazie con gli occhi lucidi.


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