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Nell’erba incolta ecco una calla

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Si può andare uno per volta,

chi al meriggio chi prima del tramonto

per la via silenziosa e dritta che costeggia

la ferrovia. Di  metallo è pregna l’aria

che promette nebbia al calar del giorno.

E dell’odore dell’erba sul ciglio,

oltre le  selvatiche radure ed il pattume.

 

Ho udito un fischio all’improvviso

 quando al treno io non pensavo

nè al mondo che corre

ed al panorama in posa.

Rotto il silenzio, la trama dei pensieri,

qualche ricordo d’altre sortite a piedi,

 per attutire della vita il frastuono.

Ora  solo  pochi passi, quasi contati

e facendo attenzione a rimaner da solo.

 

Dopo esser rientrato potrai fare

anche tu lo stesso mio tragitto,

avremo così quasi l’impressione

 d’essere stati insieme a passeggiare,

mano nella mano e  senza proferir parola,

 com’è nostro ormai antico vezzo.

 

Però ti racconto perché l’ho amato

questo breve lasso fuori,  lungi da casa.

 

Camminavo a passo svelto, gli occhi bassi,

mi chino al suolo, e con  gran stupore,

nell’erba incolta  tra gli sterpi, ecco una calla.

In prossimità della via ferrata.

Sarà un segno? Tu cosa mi dici?

 

 Dedalus - 31/03/2020 18:12:00 [ leggi altri commenti di Dedalus » ]

Tipica espressione della poesia moderna con una creazione cruda che porta a riflessioni ben lontane dai fervori romantici pur emulandone velatamente le caratteristiche. Squisito quadretto d’una passeggiata in assoluta solitudine ed il ritrovar in mezzo al "pattume" una calla simbolo della purezza e del candore, di desideri, di emozioni e sentimenti più o meno celati, espresso in un linguaggio che è di tutto rispetto e per stile e per scelte lessicali.

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