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L’aria pungente del mattino

le nebbie a giugno come a novembre.

 

Stanchi d’un tempo anomalo

chiedevamo l’estate.

 

Ora il cielo ha spalancato le fauci

sputa fuoco

ed arde la terra sotto i piedi.

 

Ma tu hai il mare i gabbiani le vele

la sdraio all’ombra ed i pensieri

così placidi così puri.

 

Io solo un ventaglio, dei due quello

che ti piace meno ma nei colori è soft

ed è persino intonato con l’ambiente.

E poi rievoca la primavera.

 

Il ventaglio ed una stanza dove

potrei non sudare

se solo non mi arrovellassi il cervello

tutto il tempo tra la carta ed il pc.

 

 Dedalus - 24/06/2021 21:02:00 [ leggi altri commenti di Dedalus » ]

Qualcuno in passato ha detto "Vi sono due forme di scrittura. La prima è come una mano aperta: le parole, al pari di dita, sono distese e, grazie all’intervallo che le separa, respirano liberamente." ed è il caso di questa scrittura nella quale vediamo un ampio respiro tra la riflessione e l’entourage in cui ha origine "Stanchi d’un tempo anomalo/chiedevamo l’estate./Ora il cielo ha spalancato le fauci/sputa fuoco". Continuando la lettura dei versi si avverte una leggera punta d’ironia, ma è solo un istante, una leggera inflessione che poi sparisce d’incanto e torna a narrarsi nella sua interiorità "Il ventaglio ed una stanza dove/potrei non sudare/se solo non mi arrovellassi il cervello". Scrittura d’intenso lirismo ricca di spunti che fanno pensare.

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