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E ci si accorge

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E ci si accorge del cerchio stretto intorno

del filo spinato del poco verde

della polvere sollevata

 

E quel belato resterà nel recinto inascoltato

non col gregge che muove ondeggiando

al suono d’un campanaccio.

 Antonio Aiello - 18/07/2021 14:52:00 [ leggi altri commenti di Antonio Aiello » ]

Di un’eleganza sobria, capace di metafore altamente sottili e struggenti! Rosetta "molti più petali che spine"????

 Dedalus - 17/07/2021 21:08:00 [ leggi altri commenti di Dedalus » ]

La poetessa nelle sue liriche descrive ciò che effettivamente è, senza mai distorcere il reale con immaginazioni fantastiche, ma scruta e narra come se ciò che vede possa essere a volte un sogno, qualcosa d’incompiuto, un istante in equilibrio sull’orlo d’un burrone. Come qualche altro prima di me anche io penso che l’arte in tutte le sue forme salvi l’artista e lo ponga, anche se spesso e volentieri, fuori dalla realtà (vds la Merini) "E ci si accorge del cerchio stretto intorno/del filo spinato del poco verde/della polvere sollevata". Leggendo questa lirica "E quel belato resterà nel recinto inascoltato" mi colpisce più lo struggente amore per le illusioni e la bellezza che quel lieve velo di pessimismo che pervade molte delle sue liriche nelle quali lei tende sempre ad evidenziare la sua voce "inascoltata" e fuori dal coro del "gregge" scodinzolante. Lirica che oltre ad essere molto bella è al tempo stesso molto significativa.

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