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Stonato il suono rauco di asperità

rimaste tali in un tempo killer

favole la brama di verità abortite

la terra che espelle il seme e il vento

carico di pioggia che persevera e ancora

nella zolla il dente affonda

 

In questa danza di nubi vola!

Sboccia in quella mano che strappa segni

e di storni a lutto veste l’azzurro

sosta Pensiero sui miei passi ignaro del cammino

come un grigio sasso come una foglia

screziata di giallo e rosso in uno strappo di luce

 

Un petalo appassito chino in volo o al suolo

all’ombra possente di frondose chine, il tuo sapere.

Quest’ignoranza è l'antico sale d’un pensiero

incerto tra opposte rive dove

il sole fiacca una lucertola e le mie ali

hanno il vibrare mancato d’altri cieli.

 

 Vincenzo Corsaro - 14/02/2024 11:05:00 [ leggi altri commenti di Vincenzo Corsaro » ]

Una poesia d’ampio respiro che abbraccia il cielo e l’immensità che dietro esso si cela. Di fronte a tutto ciò ci sentiamo piccoli piccoli, coi nostri pensieri prigionieri di sé stessi perché non riescono a comprendere. Certo, strisciamo tra queste asperità, ma come un bruco un giorno spiccheremo il volo, lassù, verso la verità che ci attende col suo sapere. Così l’ho interpretata. Una serena giornata :)

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