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al testo di Rosetta Sacchi
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E scrivo sempre di me in assenza di vento e col cuore gonfio di pioggia in lenta espansione del vuoto o in congiunzione di sensi
Nella gestazione del verbo, un fiume che esplode e inghiotte la riva, le immagini stanno al pensiero come la collana di perle al vestito
Cado sempre in quest’equazione, in piedi... nessuna poesia potrebbe ritrarmi in ginocchio se non i tuoi occhi diamante il tuo volto la grinza del labbro in un raggio di sole
Nessuna poesia, se non la tua bocca mai posseduta le mani leggere o decise leggiadre farfalle nel peso d’una carezza
Le immagini quelle che corrono avanti ai miei occhi coi treni con gli aquiloni o i disegni nel cielo di storni non sono che arcobaleni nella tempesta che dura una vita e mi vede danzare e sorridere nella sua piena
Le immagini quelle che sostano dinanzi ai miei occhi non sono che bei panorami dai contorni precisi e parlano di cose diverse, visioni, miraggi, ipotesi e condizioni lontane dal viver reale
Io scrivo di me e di questo mio vivere inquieto che poco assomiglia alla vita e lievita speranze e timori nel fuoco vola su apici d’onda e a riva riversa il suo pianto. |
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