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al testo di Rosetta Sacchi
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Non v’è traccia di sillabe-silenzi, sconnesse sfumature, pensieri- libellule, suoni zittiti dal frastuono.
Carta stropicciata, il nero seppia, come fumo del mai letto, nasconde il petto l’immagine prediletta di un altro io, nel fuoco gelo d’un cuore inesplorato, dentro inverni gerle traboccanti di promesse.
I miei rami senza addobbi dolgono ad ogni nodo, bramano innesti. La luna faro su manichini nudi dietro le vetrine, in attesa del cambio stagione, dopo i saldi.
A domandarsi(mi) se la vita è un respiro o un naufragio in acque cielo, il peggiore inganno, prima della bolla.
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