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Lettera ad una madre sconosciuta

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Avrei voluto avere un'amica,

poterti parlare madre,

almeno un po', sai,

sedute accanto al focolare,

ma questo non è successo proprio mai!

Immaginavo faville scoppiettanti

che sarebbero assurte fra antichi alari,

ti mancano soltanto un paio d'ali

che non sono spuntate mai!

Intuisco allora nitore d'impiantiti

d'anima molto differenti,

uno preconizza un neofita

che tra ciarpami, è proclive nella vita

ad estollere bizzarre venustà;

l'altro purtroppo è affogato nel botro della tradizione ,

gorgerina che non ammette alcuna eccezione,

anche se brilla chiara la tua lealtà...

 

 Arcangelo Galante - 20/11/2017 10:53:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Parole delicate, quanto nostalgiche, sofferte e dettate da un cuore in preda al senso di smarrimento, rivelano il disagio emotivo e, persino, la grande tenerezza dell’autrice, la quale nello scriverle, ha la percezione di sentire la presenza amorevole della madre. Molto coinvolgente e toccante questo poetico pathos, narrato in espressioni colme di "affettiva" solitudine del proprio io. Pubblicazione, malinconicamente introspettiva, dal profondo messaggio. Un romantico saluto.

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