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Scrivi un commento al testo di Fausto Torre
grassetto applicato

può darsi che questa serialità sia eterna
cui non nascondo il mio robot personale
Piuttosto lo mando avanti; me lo hanno aggiustato affatto bene
una lontananza di suono di corno
avo carissimo del mio motore
spinto
Per nulla incidentali le volute
di bacchetta da direttore
rivolte all’orchestra che ascoltai
da piccolo
Poi crebbi con tutti gli altri in una curva
che ora chiamo loop anche io
dacché mi americanizzo a furia di pensiero computazionale
Sembrano cose da mangiare
o per fortificare un discorso fiacco di cui
il tempo ha rimosso i ricordi come il rametto cancellava
le scritte sulla sabbia, sogni super veloci e magnifiche imbecillità
Se questo non fosse amore, allora
mi darei la morte senza che gli altri sappiano
Che avrà mai da pensare il centesimo speso al bar di sotto – luccicherà
di alcuna solitudine, scommetto

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