A quel pensiero che sfugge
l'orda di coloro
che cercano ancora
di incontrarsi
nei rumori, nella foga
o nei dolori condivisi
io inneggio
la risalita,
la fervente crescita
che l'ispirazione tutta
accoglie e sospinge
nelle braccia del mondo
e in quelle di chi
serba umanità
e calore.
A quel superamento
che unisce
nella parte feconda
dell'animo umano
mi sento devota,
mi sento chiamata
a fare silenzio.
Che taccia
ogni malsana abitudine
che corrode la mente
e rovista
tra le bruttezze
e le sconsolate tendenze
che di poesia
privano il cammino,
che di poesia son ciechi
quanto il destino
dell'uomo
che dimentica se stesso.