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Né il giorno né l’ora

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Nelo Risi nato a Milano nel 1920. E poeta e regista cinematografico. Esord nel 1941 con la raccolta di versi "Le opere e i giorni", cui segu "L'esperienza" (1948), che rievocava la partecipazione dell'autore alla campagna di Russia e l'esilio in Svizzera. Gi queste opere, come le successive, sono caratterizzate da un forte intento etico, lo stesso che si riscontra parallelamente anche nella sua produzione cinematografica, con la scelta di temi di deciso impegno civile.
"N il giorno n lora" un capolavoro di poesie in versi concatenati, una libera scrittura quasi in prosa, come lo stesso Risi afferma. Un libro docile, in cui ancora, come nel suo precedente "Ruggine" (2004), v il tema del tempo, inesorabile ma non invincibile; il tempo saggezza e riflessione, e porta luomo a una nuova visione della vita; la morte stessa, allapice di una esistenza, pu essere vista in una nuova e allettante prospettiva, e forse se ne pu dare una nuova definizione: [] un nuovo dizionario ci vorrebbe / per comprendere la morte / come nuovo elemento di vita. Il poeta parla tra s e s, non sa n il giorno n lora, Unet pi che rispettabile / davvero si stenta a superarla [], in cui qualcosa avverr, [] ancora per poco e tutto / sar leggenda in famiglia []; egli vive la sua vita con la consapevolezza dellapprossimarsi della fine della propria esistenza terrena, [] Anima che farai / ora che il corpo se ne va, ma nel poeta non v ansia poich la sua una razionale e meditata presa di coscienza del fatto che [] non pi il mio tempo / non ha pi il mio spazio: al cerchio / per chiudere manca un trattino / [] ma quel trattino ancora pieno di potenziale.
E un libro intimista, ma con quella caratteristica propria di Risi di sapersi parte integrante di un mondo che da sempre lo chiama in causa e verso i cui guasti si orienta criticamente; le poesie sono pensieri su s stesso e sul proprio rapporto con il mondo, esposti con umilt e intelligenza. Risi non ha una voce che grida e sparge epiteti, ha invece una voce seria e serena che sa dire ci che manca al mondo che lo attornia, per quanto egli ormai, un po per scelta, un po per causa di forza maggiore, talvolta se ne allontani, poich non c ascolto verso lantica sapienza, depositata dalla vita stessa in coloro che, come il poeta, han vissuto molti anni e vedono ormai il mondo da [] / Oltre il mare dove inizia lerba / con promesse di pascoli e di costellazioni / []. Risi denuncia il non ascolto come un male del tempo moderno, il mondo non ascolta la voce dei propri nonni che hanno visto qualcosa che non si doveva vedere, nel dolore e nella disperazione di giorni tristi, ormai lontani ma sempre pronti a crollare sulla giovinezza stolta, [] Dov finita lantica sapienza / venerata e tirannica quando i nonni / pur tacendo imponevano silenzio / chi mai oggi ascolta pi? / []. Risi vive in prima persona lesperienza dellesclusione, in un mondo veloce e accelerato non a misura di coloro che iniziano ad avere il fiato corto e restano indietro, [] / ti appoggi al muro fa spalliera / neanche un angelo che ti accompagni; parole commoventi, tristi, che attendono risposta. Egli ha dalla sua la notoriet e la capacit della Parola, pu scrivere i suoi pensieri, e in questo modo, lodevolmente, d voce a tutti quegli uomini e quelle donne che stanno nellombra senza quellangelo che li sostenga e che li aiuti quando il fiatone li assale, volendo ancora rincorrere quelle piccole speranze che da sempre volano nellaria tersa del loro cuore.
E vero che la vita gli scorre sopra ha un fazzoletto di vita che gli resta ma ha ancora una legittima richiesta: / auspica energia per delle vecchie speranze / quasi presumesse una seconda giovinezza / tale da scuotere lEuropa / dalla ben nota inerzia / tuttora capace di un centro / - vecchia quercia asfittica / la si vorrebbe alta nel cielo / e il pi possibile chiara.
Se da una parte vi la tendenza del poeta, mai sopita, a intervenire con il suo pensiero in relazione alle schizofrenie dellepoca moderna, dallaltra vi invece una delusione che lo porta ad escludersi dalla falsit del dire e del fare, un vaneggiare di parole / [] / si riuniscono parlano di amori / [] / non posso che tacere / frasi fatte [].
Infine un bellissimo testo, intitolato Continuare, rappresentativo dellanima del poeta e della sua piena sintonia con la vita, e in cui si manifesta appieno la sua libert e il suo pieno ascolto alla verit: [] / Ho vissuto con fiducia nel reale che non sento / il bisogno di portare con me niente / ho acquistato negli anni il piglio / di preservarmi dai vuoti dai richiami / del sociale dal come valutare glincontri / lasciare al mezzo una conversazione le spalle / al banale limitare glinviti o a mattino inoltrato / fischiettare Mozart staccando la spina per cogliere / listante di vero che talvolta mi d luce.
Un libro consigliabile per lampia veduta sul mondo di oggi, di una persona che ha attraversato quasi un secolo di vita e ha maturato saggezza dal suo sempre cercare e mai saper sostare in comoda solitudine ai margini degli eventi, un libro che offre uno sguardo sereno sulla vita che giunge al suo apice, che sa ascoltare la Voce delle cose / [] / una vertigine dallinvisibile / al visibile che affiora.

 Ignazio - 17/11/2008 15:27:00 [ leggi altri commenti di Ignazio » ]

Una recensione molto ben fatta per un libro che merita sicuramente di essere letto

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