LaRecherche.it

« indietro :: torna al testo senza commentare

Scrivi un commento al testo di Roberto Maggiani
Finch�� c����� vita c����� speranza

- Se sei un utente registrato il tuo commento sar subito visibile, basta che tu lo scriva dopo esserti autenticato.
- Se sei un utente non registrato riceverai una e-mail all'indirizzo che devi obbligatoriamente indicare nell'apposito campo sottostante, cliccando su un link apposito, presente all'interno della e-mail, dovrai richiedere/autorizzare la pubblicazione del commento; il quale sar letto dalla Redazione e messo in pubblicazione solo se ritenuto pertinente, potranno passare alcuni giorni. Sar inviato un avviso di pubblicazione all'e-mail del commentatore.
Il modo pi veloce per commentare quello di registrarsi e autenticarsi.
Gentili commentatori, possibile impostare, dal pannello utente, al quale si accede tramite autenticazione, l'opzione di ricezione di una e-mail di avviso, all'indirizzo registrato, quando qualcuno commenta un testo anche da te commentato, tale servizio funziona solo se firmi i tuoi commenti con lo stesso nominativo con cui sei registrato: [ imposta ora ]. Questo messaggio appare se non sei autenticato, possibile che tu abbia gi impostato tale servizio: [ autenticati ]
Avevo pensato di tacere di fronte al caso di Eluana, poich veramente impossibile stabilire un giudizio etico nei confronti di una situazione del genere. Tutto si pu dire, ma tutto il dicibile anche controbattibile. Un campo, quello dell'etica della vita, che rischia di essere talmente soggettivo, e fondabile sull'esperienza di ogni persona, che veramente la soluzione pi facile quella di schierarsi in una corrente maggioritaria o nell'altra, l'una a favore dell'eutanasia e l'altra contro. Difficile competere con l'agonia di una famiglia davanti al corpo inerme della figlia, difficile competere con chi vede, nel pi piccolo barlume di vita, una speranza. Rigetto sicuramente i partiti presi, cio le affermazioni intransigenti che dall'una o dall'altra parte non tengono conto di chi vive o ha vissuto certe dolorose esperienze. Penso che il confronto sia tra coloro che il dolore lo vivono o lo hanno vissuto sul serio, da una parte il padre di Terri Schindler Schiavo (caso simile a Eluana, il cui corpo ha gi raggiunto la morte per fame e sete), di cui quest'oggi ho letto la testimonianza nella lettera rivolta al padre di Eluana, e dall'altra il padre di Eluana che sta vivendo penso una delle esperienze pi dolorose che si possano vivere, decidere sulla vita e sulla morte di un figlio. Il padre di Terri Schiavo non voleva la morte della figlia, ma il tribunale ha dato ragione al marito e cos si compiuto il suo destino. Questa testimonianza mi ha fatto molto pensare. Ho pensato che tutti noi ci troviamo, alle volte, chi purtroppo in modo definitivo, chi transitoriamente, davanti a situazioni di dolore e scoraggiamento, fino addirittura a desiderare la morte, come strada per la pace. Poi, inaspettatamente, un barlume di speranza soffia sempre, da una qualche fessura, un alito di vento che porta odori, profumi e nuova speranza, un sussulto di vita, un sussurro della vita alle nostre orecchie che pensavamo sorde.
Io personalmente sono per la vita ad oltranza, non so come mi comporterei di fronte a una situazione simile a quella in cui si trova il padre di Eluana, ma posso dire che in questo momento della mia esistenza, come sempre stato in passato, sono per la vita. Lo dico in tutta semplicit, e non voglio confutare in nessun modo coloro che la pensano diversamente, per mi piaceva qui dirlo, tirare un sospiro e dire: "Finch c' vita c' speranza".

Penso che la cultura della vita debba passare da ognuno di noi, da ogni momento della giornata, da ogni spiraglio di bene fattibile. Penso inoltre che in questo momento storico si stia vivendo una forte schizofrenia sociale, politica e spirituale. Se da una parte il governo vuole difendere la vita di Eluana, dall'altra si fanno leggi contro la preservazione della vita che, molto semplicemente, consisterebbe nel garantire, al di l dello stato sociale, politico, legislativo, eccetera - quindi ad oltranza e senza rendiconti - le cure a chiunque (si vedano le recenti leggi del governo che prevedono la denuncia per i clandestini che hanno bisogno di cure). Inoltre se da una parte il Vaticano contro la morte di Eluana, dall'altra non condanna esplicitamente i vescovi che non riconoscono l'Olocausto...mi pare che qualcosa rischi di schricchiolare seriamente. Forse tocca al popolo aprire le braccia e chiedere a Dio la pace, la concordia, la vita - per chi crede. Per chi non crede, vale la stessa cosa, aprire le braccia!
Ecco la lettera tratta da http://www.ilsussidiario.net:

"Caro Signor Englaro,

Mi presento: sono Bob Schindler, il padre di Terri (Schindler) Schiavo.

Malgrado noi veniamo da due continenti diversi con differenti culture, abbiamo molte cose in comune. Entrambi siamo padri ed entrambi abbiamo avuto dallo stesso Dio il dono dei figli. Nel mio caso tre. La nascita di Sua figlia e di mia figlia Terri non sono solo accadute, sono state un atto di Dio.

Mi ricordo di quando mia figlia Terri era bambina e di come ero orgoglioso dei commenti della gente su quanto fosse carina. Fui altrettanto orgoglioso quando fece i primi passi e disse le sue prime parole. Lo stesso orgoglio mi ha accompagnato per tutta la sua adolescenza fino a quando diventata una persona adulta.

Entrambi abbiamo una figlia che ha sofferto gravi danni cerebrali e io so molto bene quali profondi effetti questo pu causare alla persona colpita e alla sua famiglia. Entrambi abbiamo fatto esperienza della stessa disgrazia e dello stesso dolore. Tuttavia, vi una differenza. Sua figlia ancora viva, la mia non pi. Lei ha ancora il controllo sul futuro di Eluana, io non ho potuto far nulla per Terri.

Quando mia figlia Terri sub il trauma cerebrale, le promisi che le avrei fatto avere le cure appropriate. Ho fallito. Ho combattuto senza successo i tribunali e suo marito per poter intervenire nel suo trattamento e riportarla a casa. Ci non accaduto e oggi io sono afflitto per il mio fallimento, perch ha portato alla sua morte.

La mia famiglia e io siamo addolorati per la perdita di Terri e io in particolare lo sono per il modo in cui lei stata messa a morte. morta per fame e sete.

Questo tipo di morte crudele e barbarico. I sostenitori delleutanasia Le diranno che far morire di fame e di sete una persona con danni cerebrali non causa dolore. Sono stato testimone di questo tipo di esecuzione e posso dire che falso. di gran lunga la morte pi dolorosa che un essere umano possa sperimentare. Questa la ragione per cui accade sempre nella pi stretta riservatezza, al riparo di testimoni e cineprese.

Se Lei ha intenzione di fare questo a Sua figlia, Le consiglio di prepararsi a come soffrir. Verr ridotta a pelle e ossa. Gli occhi usciranno dalle orbite. I suoi denti diventeranno sporgenti in un modo abnorme e i suoi zigomi si ingrandiranno. Non c bisogno che Le dica altro, sua figlia soffrir in un modo incredibile.

Mia figlia sembrava un detenuto di quelli che si vedono nei documentari sui campi di sterminio nazisti. Negli ultimissimi giorni della sua vita, quando chiesi che i media potessero essere testimoni della sua morte, mi fu negato. Non voglio che nessun altro muoia in questo modo.

Dio ha dato a Lei e a me la responsabilit di insegnare principi morali ai nostri figli e di tenerli fuori dalla cattiva strada. Far morire di fame e di sete Sua figlia lontano da ci che Dio desidera.

Bob Schindler Sr".

 Roberto Maggiani - 05/07/2011 18:31:00 [ leggi altri commenti di Roberto Maggiani » ]

Caro Mauro, sono d’accordo con te.
Caro Giacomo, non mi offendo mai, posso arrabbiarmi, ma non offendermi, tanto meno se esprimi, come hai appena fatto, il tuo parere con rispetto per quello altrui: inoltre fede e dolore sono cos personali che non si pu che ascoltare le testimonianze che ciascuno, a partire dalla propria esperienza, si sente di dare al riguardo.

 mauro Iozzi - 05/07/2011 17:36:00 [ leggi altri commenti di mauro Iozzi » ]

Nel mio piccolo dico solo che ogni valutazione personale, etica,morale,religiosa etc sia superflua. credo che solo chi abbia la "sfortuna" di vivere certe situazioni,sa cosa sia giusto o no fare in quei dolorosi momenti,ed ogni decisione va rispettata in un doveroso "silenzio".

 Giacomo Colosio - 05/07/2011 17:22:00 [ leggi altri commenti di Giacomo Colosio » ]

Girovagando mi capitato questo articolo ripescato. Visto che tu fai delle affermazioni personali allora faccio anch’io le mie che sono opposte alle tue quasi in tutto. Mi chiedo: ma possibile che non si riesca a usare la logica e l’etica nel fare ragionamenti di questa portata ma ci si debba sempre allacciare ad un credo religioso?
Non sono d’accordo, caro Roberto. Molto comodo essere dalla parte della vita senza contare le sofferenze degli altri.
Ho fatto la guerra ad un medico che la pensa come te e che addirittura per motivi religiosi vietava l’uso di farmaci stupefacenti per malati terminali. Gestiva una casa di riposo, anzi ne era il Direttore Sanitario...io ero il presidente dell’associazione parenti. Dopo due anni di battaglie la popolazione del paese dove abito si ribellata ed il talebano della sofferenza ad ogni costo stato esonerato dall’incarico. Ecco, lui anche era uno dalla parte della vita a tutti i costi. So che tu hai dei dubbi su certi comportamenti della chiesa, lo spieghi nel tuo articolo, ed io rispetto chi come te ragiona con la direttrice della fede...io no,
ragiono con la logica anche se invidio, in certe circostanze, chi come te ha fede in un essere superiore e in un aldil. Ciaociao...non ti offendere, ti prego!!!

 leopoldo attolico - 21/09/2010 21:21:00 [ leggi altri commenti di leopoldo attolico » ]

Di quella tristissima vicenda mi annotai -due giorni prima della fine di Eluana - il commento pronunciato da quel miserabile individuo che stato ed il nostro presidente del Consiglio :" A me sembra che non ci sia altro che la volont di togliersi di mezzo una scomodit".
Splendida sensibilit , splendido cinismo .

 Loredana Savelli - 15/02/2009 11:13:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Agghiacciante testimonianza. Guardare in faccia la morte, in diretta, e prendere posizione: chi davvero oserebbe dire "S, lo voglio"? Mi viene in mente il pensiero di Piero nella canzone di de Andr: "E se gli sparo in fronte o nel cuore il tempo a me rester per vedere, vedere gli occhi di un uomo che muore..."

 Maria Musik - 12/02/2009 21:50:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Esco dal silenzio che mi ero imposta per associarmi a Roberto. Ed ora ritorno al silenzio, con le braccia aperte verso il cielo.

 juannesalvador - 10/02/2009 21:43:00 [ leggi altri commenti di juannesalvador » ]

Nel mio piccolo,posso solo affermare che il caso della povera
Eluana stato "usato" solo come un’arma da taluni politici che
hanno voluto e tentato,di spianare la strada all’eutanasia.
Mi complimento per l’accurata e sintetica ricostruzione di questo
tragico episodio che,purtroppo,non fa onore all’Italia,se vero
che quest’ultima da annoverare come un Paese civile e democratico
con una societ organizzata che fissa le proprie regole e leggi
al suo interno,per far s che le medesime siano nell’interesse del
popolo e di tutti gli abitanti di questo Paese chiamato ancora Italia.

 giuliano - 10/02/2009 21:27:00 [ leggi altri commenti di giuliano » ]

Bravo Roberto!

 Alessio Romano - 09/02/2009 23:29:00 [ leggi altri commenti di Alessio Romano » ]

Io sono assolutamente allibito su quanto accaduto, dovendo dare il mio parere, (nonch basato sui miei sentimenti) non ho saputo cosa dire.
Non vedo nella lettera del padre di Terry Schiavo niente di offensivo, ma non vedo niente di offensivo nel desiderio che tutto avesse fine dei genitori di Eluana. Tutto sommato, essendo le cose andate in questo modo, e non vedendovi niente di sbagliato, credo che le cose siano andate bene. Ma non so pensare se sia giusto o sbagliato ci che vuol fare il governo, non credo che siano cose che possa decidere un governo che va a senso unico, senza ripensamenti. Il tutto per mi resta un grande enigma.

Leggi l'informativa riguardo al trattamento dei dati personali
(D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e succ. mod.) »
Acconsento Non acconsento
Se ti autentichi il nominativo e la posta elettronica vengono inseriti in automatico.
Nominativo (obbligatorio):
Posta elettronica (obbligatoria):
Inserendo la tua posta elettronica verr data la possibilit all'autore del testo commentato di risponderti.

Ogni commento ritenuto offensivo e, in ogni caso, lesivo della dignit dell'autore del testo commentato, a insindacabile giudizio de LaRecherche.it, sar tolto dalla pubblicazione, senza l'obbligo di questa di darne comunicazione al commentatore. Gli autori possono richiedere che un commento venga rimosso, ma tale richiesta non implica la rimozione del commento, il quale potr essere anche negativo ma non dovr entrare nella sfera privata della vita dell'autore, commenti che usano parolacce in modo offensivo saranno tolti dalla pubblicazione. Il Moderatore de LaRecehrche.it controlla i commenti, ma essendo molti qualcuno pu sfuggire, si richiede pertanto la collaborazione di tutti per una eventuale segnalazione (moderatore@larecherche.it).
Il tuo indirizzo Ip sar memorizzato, in caso di utilizzo indebito di questo servizio potr essere messo a disposizione dell'autorit giudiziaria.