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Trafitture di tenerezza

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Poesia tradotta 1963-2008


Guido Ceronetti è nato a Torino nel 1927. Vive in Toscana. E’ di grande rilievo la sua attività di traduttore, sia dal latino (Marziale, Catullo, Giovenale, ecc.) sia dall'antico ebraico (Sacra Scrittura), per Einaudi ha tradotto “I Salmi” e “Qohélet”.
“Trafitture di tenerezza” è una “[…] piccola antologia personale di traduzioni in versi, esigua raccolta di frammenti e di schegge, se sarà presa per quel che vuol dire, dovrebbe essere accolta come aiuto a pensare, la bellezza della parola e dell’immagine invaselinando l’accesso difficile al sepolcrale segreto dei mondi che il verso contiene […]”, così si legge nell’introduzione dell’autore.
L’antologia ha circa 130 pagine ed è stata realizzata pescando “[…] nel fiume di quel che ho fatto e dato in mezzo secolo di pubblicazioni, dal latino, greco antico e dimotikì, ebraico biblico e lingue moderne […]”; alcuni testi sono pubblicati per la prima volta.
Vi troviamo traduzioni di Eraclito, Machado, Kavafis, Artaud, Apollinaire, Owen, Racine, Shakespeare, Weiss, Blake, Virgilio, Celan, Rimbaud, Mallarmé, Rilke, Zola, Orazio, Marziale, Sofocle pezzi tratti dall’Antico Testamento – Giobbe, Isaia, Geremia, Qohélet – e finanche la traduzione del bellissimo prologo del Vangelo di Giovanni: “[…] // Un uomo, inviato di Dio, sorse / Era il suo nome Ioànes. / A fornire la prova era venuto / Così che per suo tramite noi tutti / La Luce da lui preannunciata convincesse. / La Luce non era lui: da lei venendo / Annunciava. / Finché la Luce vera / Nel mondo apparve: quella che fa / Di ciascun uomo una luce. / Ma nel mondo da lei plasmato / Nel mondo del suo apparire / Passò e non fu notata. / […]”, che invito a confrontare con la più famosa traduzione della “Bibbia di Gerusalemme” (Giovanni 1, 6-10) che contiene la altrettanto bella traduzione ufficiale della Chiesa Cattolica, vidimata dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
Il lavoro del traduttore, come dicevo anche in altra recensione, non è facile, è anzi lavoro carico di responsabilità, in particolar modo verso coloro che non conoscono la lingua da cui proviene il testo tradotto. Immagino in particolare i testi provenienti dall’ebraico o dal greco antico, dominio di pochi e ferrati studiosi.
Sicuramente Ceronetti mette un personale accento interpretativo nelle sue traduzioni. Non conosco l’ebraico, ma ho modo di confrontare traduzioni dal francese e capire che Ceronetti interpreta e addolcisce i versi cercando il senso dell’insieme, il leitmotiv portante, costruendo la frase, talvolta deformandola, secondo la logica sintattica della lingua in cui è tradotta, ecco un esempio con una poesia che amo molto, “L’Éternité”, di Arthur Rimbaud: “Elle est retrovée. / Quoi? – L’Éternité. / C’est la mer alléè / Avec le soleil // […]”, che Ceronetti traduce così: “Riconquistata è l’Eternità. / Il mare e il sole insieme / Sono spariti // […]”, e che io avrei invece tradotto così: “E’ ritrovata. / Che cosa? – L’Eternità. / E’ il mare in comunione / Con il sole // […]”.

Una bella e godibile antologia, impegnativa per la varietà di autori e testi proposti, quantunque siano ben addomesticati da Ceronetti, uomo di straordinaria erudizione e di fine sensibilità umanistica.

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