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Gay: cambiare si può

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Qualcuno sa dirmi perché sono disgustato?
[ Articolo tratto da
www.avvenire.it/ ]


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Gay: cambiare si può. La testimonianza di Luca

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Non ha alcuna importanza che il Luca della canzone presentata da Povia l'anno scorso a Sanremo sia o non sia il Luca Di Tolve che ha scritto il libro Ero gay (Piemme, pp. 252, euro 15): da fonte sicura so che i due si conoscevano già prima di quella canzone e la storia di Di Tolve è sovrapponibile a quella del Luca poviano; ma dopo l'uscita del libro Povia nega coincidenze, e parla di un certo Massimiliano, confermando così il sospetto di calcolata innocenza che da sempre accompagna il comportamento di Povia, compresa la sua partecipazione, in queste settimane, a Ballando con le stelle. Certo bisogna essere forti di stomaco per seguire Luca (Luca Di Tolve, quello della canzone è già dimenticato) nelle abiezioni tipiche di parte del mondo gay, fino alla riappropriazione della propria identità sessuale maschile attraverso un itinerario di sostegno psicologico illuminato dalla grazia della conversione. Quello di Luca è un caso classico di tendenza omosessuale causata dall'assenza di una figura maschile (paterna o sostitutiva) durante l'infanzia e l'adolescenza: è infatti figlio di genitori separati, con un padre assente non solo fisicamente. Dalla sua esperienza impariamo innanzitutto due cose: la responsabilità devastante di quegli psicologi che incoraggiano un ragazzo incerto sulla propria identità sessuale ad accettare senz'altro la propria asserita (dallo psicologo) omosessualità, come soluzione del problema. È proprio per questo genere di consigli che Luca è sprofondato, di gradino in gradino, nell'orrore di un'infelicità che la coazione a ripetere atti omosessuali sempre più distruttivi non riesce a lenire. La testimonianza di Di Tolve ha già incominciato a sollevare le proteste (in primis, quelle di Alessandro Cecchi Paone) di quegli omosessuali che si dicono felici della propria condizione e che etichettano di opportunismo o di plagio quegli omosessuali che percorrono il cammino inverso. Ma serenamente e preventivamente Di Tolve scrive a pagina 120: «Perché se uno da etero passa a gay viene salutato come un eroe e se un omosessuale compie il percorso inverso viene tacciato di falsità e ipocrisia?». Se, come strepitano gli omosessuali militanti, l'omosessualità non è una malattia fisica e neppure mentale, ma una «variante naturale» dell'apprendimento riguardante l'identità, e se la stessa Organizzazione mondiale della sanità stabilisce che in caso di «orientamento sessuale non desiderato, l'individuo può cercare un trattamento per cambiare la propria preferenza sessuale», perché ciò non dovrebbe valere anche nel caso di passare da gay a etero? Il fatto è che l'apparente sicurezza dei militanti nasconde la disperazione che Di Tolve ha riscontrato in tanti amici gay, costretti alla solitudine e all'abbandono, quando non muoiono per Aids o per droga. Ed è stata proprio la morte straziante di un compagno a convincere Luca a ripensare alla propria vita: poi venne la terapia teorizzata da Joseph Nicolosi e, al contempo, la riscoperta della pratica religiosa attraverso Radio Maria e la Madonna di Medjugorje. Adesso Luca è felice con la moglie Terry, e ha fondato il Gruppo Lot (www.gruppolot.it) per aiutare coloro che vogliono ripercorrere la sua strada. Questo libro coraggioso, con una sentita prefazione di monsignor Giovanni d'Ercole, è un'utilissima fonte di conoscenza anche per genitori e educatori, e si basa sull'evidenza che Dio ha creato l'uomo in due sole varianti (fisiche e psichiche): il maschio e la femmina.


 Roberto Perrino - 21/08/2012 23:16:00 [ leggi altri commenti di Roberto Perrino » ]

urca questo per scrivere queste cose deve aver fumato "robba bbona"! più che disgustato, sono basito dalle castronerie che si riescono ad infilare in un così limitato numero di righe ... cervelli totalmente in fuga!
Padre, perdona loro perchè non sanno quel che dicono!

 Maria Musik - 21/08/2012 22:57:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

"Dio ha creato l’uomo in due sole varianti (fisiche e psichiche): il maschio e la femmina." Va bene che l’afa prolungata è causa di disturbi mentali ma qui si esagera. A parte che quest’affermazione è scientificamente falsa e non ci vuole la laurea in biogenetica per capirlo: basta osservare, ma questo "giornalista" è talmente tronfio da sapere cosa c’è nel pensiero di Dio? Ma che cacchio scrive? Sono infuriata, maledettamente infuriata. Ognuno, nella sua vita, ha il sacrosanto diritto di cambiare ma strumentalizzare il proprio (o l’altrui) cambiamento per ritornare a posizioni pre-galileiane, questo è intollerabile. E comunque, un maschio gay smette di essere maschio? Una lesbica smette di essere femmina? Che confusione e palese ignoranza; qui si mischia tutto: sessualità, eterosessualità, transessualità,...! Ho avuto ed ho amici e conoscenti, ambo generi, omosessuali ed assicuro che i maschi hanno pene e testicoli e le femmine seno e vagina. Assolutamente maschi i primi e femmine le seconde. Sono meno femmina perchè faccio sesso con una femmina? Sono meno maschio perchè amo un maschio?
E certo: in Italia un gran porco, che si fa le ragazzine deficienti figlie di madri ignobili, comprandole al mercato delle Sancre Emittenze Riunite, è un vero maschio superdotato mentre un uomo onesto che ha un compagno, magari da anni e magari gli è pure fedele, è una specie di "aborto della natura" che va aiutato a convertirsi, per giunta tramite l’ascolto di Radio Maria.
Ma mi faccia il piacere!
Che schifo! VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA!!!! E mettere in bocca alla Madonna e a Dio certi giudizi subumani è blasfemo! Censurano e ostracizzano chi bestemmia in TV e questo lo lasciano a piede libero?
Abbiamo tutti diritto alle nostre idee ma che le idee di "alcuni" influenzino i governi anzi il Governo nel legiferare è già oltraggioso ma che, poi, le idee le si esprima con tanta tracotanza, insensibilità ed ignoranza è veramente troppo. In Italia una moglie od un marito indegni hanno diritto alla dichiarazione congiunta, alla pensione di reversibilità, all’eredità, ad andare ad assistere il proprio coniuge se ricoverato mentre le coppie di fatto, specie se omosessuali, non hanno diritti. E tutto questo in nome di Dio? Ma di che Dio state parlando? Quale Padre al figlio che chiede pane darà un serpente? Colui che ci conosce fin da quando eravamo nel ventre di nostra madre, ci vorrebbe infelici e discriminati in nome suo?
Questo non è il mio Dio e questa non è la mia Chiesa.
Ma non sarà che stanno facendo tutto questo casino sui gay et similia perchè ci si distragga da ben altro?

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