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al testo di Tania Scavolini
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“Il carretto passava e quell’uomo gridava gelati ….......................................... io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti” mentre ascolto la canzone rivedo con la mente un suo vestito nero con i fiori non ancora appassiti, e mi rivedo pure io, “Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?” “ cantava Lucio alla radio mentre mia madre cucinava, mio padre gridava, mio fratello discuteva con mio padre e io, seduta al tavolo della cucina, io con quella famiglia che piano si sfaldava.
E mi fa tenerezza la bambina di allora il gomito poggiato sul tavolo a reggere la testa in una mia posa del tempo, mentre crescevano anni e speranze, ma fallivano certezze e sostegni.
Mi faccio tenerezza per il dolore che avrei subito e che ancora sento… perché ad una vecchia canzone ancora piango per una famiglia i cui cocci sparsi sono andati persi per sempre.
Tania Scavolini 3 luglio 2016 *ispirata alle canzoni di Lucio Battisti e alla mia famiglia |
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