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Mia dolce signora

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Ho sentito parlare di te ovunque mi sia recato,

tutti esaltavano la tua meraviglia,

persino i mercanti vendevano la tua bellezza,

benché nessuno di loro ti avesse mai vista,

solo parole riportate.

 

Ciò m'indusse a volerti conoscere,

da sempre, dentro me, l'avevo desiderato.

Mi misi in cammino, là verso dove si diceva tu dimorassi,

anche se nessuno lo sapeva.

 

Viaggiai per un tempo infinito,

percorsi mille e più leghe,

arrivai ai limiti dell'ignoto,

ai confini della rinuncia.

Poi, ad una svolta del sentiero rimasi impietrito,

ti vidi in tutta la tua magnificenza,

maestosa da togliere il fiato

che si frantumò in mute parole di meraviglia.

 

Una chioma di nuvole copriva il tuo capo,

trecce di bruma scendevano dalle tue spalle,

due neri occhi come grotte in cui perdersi nella profondità della tua anima,

due labbra di agata rosa che racchiudevano un sorriso

in cui il sole illuminava se stesso.

I tuoi seni, dolci colline dove respira la vita,

dai tuoi fianchi, sinuosi declivi su cui passeggiare,

s'allungava una veste fino ai tuoi piedi,

verde come incantate foreste dove vive la felicità.

 

Tu sei la montagna incantata che tutti hanno cercato invano,

io sono il fortunato a cui sei apparsa,

ai miei occhi hai concesso il privilegio di poterti ammirare.

M'inchino alla tua bellezza

mia dolce Signora.

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