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Come uccelli

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Vengono in volo le rondini 

per invisibili vie d’aria

in quest’alba che non basta.

 

E siamo noi come uccelli

con la smania di cielo

che solo dei pini l’antica ombra

quieta

sebbene cerchiamo qualcosa

più certo del giorno 

più eterno dell’orizzonte

che in fondo s’accende a sera:

 

ci ammala il tempo che passa

e non si vive con in eredità 

solo l’esiguità del crepuscolo.

 

 Laura Turra - 19/08/2018 19:15:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Caro Fausto, è sempre un valore aggiunto leggere i tuoi commenti, per come entri nel testo svelando aspetti dei quali quasi non mi accorgo quando scrivo, per l’appunto “a metà tra il consapevole e l’istintivo”. Ti dico sinceramente grazie.
Un grande abbraccio

 Fausto Torre - 19/08/2018 18:48:00 [ leggi altri commenti di Fausto Torre » ]

è piena di sospensioni; già da quel -che solo- per poi raggiungere il climax non verbalizzato tra la penultima e l’ultima strofe.
Hai disseminato tracce precise dello stato d’animo che osserva gli elementi della scena. C’è quella indefinibile aura elegiaca mai rassegnata, non disposta a consegnare interamente le parole al senso. Questo il tuo rapporto con il verso, a mio avviso; un rapporto a metà tra il consapevole e l’istintivo, a rendere la poesia ai tuoi componimenti.

 Laura Turra - 19/08/2018 06:31:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Ti ringrazio, caro Salvatore. Un grande abbraccio

 Salvatore Pizzo - 19/08/2018 01:37:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Che bella, con questa sua crepuscolarità d’abbraccio a volo di rondine: riconforta in questi momenti di smarrimento nella tragedia del vivere!...
Un saluto più che caro

 Laura Turra - 18/08/2018 19:34:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

E io, Cristina, in questo tuo commento (ma soprattutto nelle tue poesie) leggo e sento tutta la bellezza della tua persona, della tua anima. Ti dico di sì, che non sei sola, non siamo sole a desiderare qualcosa che compia la nostra sete più profonda e intima, che risponda al nostro bisogno più vero di felicità. Ti ringrazio infinitamente delle tue parole e della tua presenza, che seppur, come dici, frammentaria, è talmente significativa da farmi sempre attendere che tu scriva. Un abbraccio di bene

 cristina bizzarri - 18/08/2018 18:48:00 [ leggi altri commenti di cristina bizzarri » ]

Laura, a mio modestissimo parere di lettrice a "spizzichi e bocconi" e da essere umano piuttosto frammentario quale io sono (sono molto di più le cose che immagino di fare che non le pochissime che poi in realtà faccio), mi sento di dire che i concetti, le emozioni e i sentimenti più profondi li recepiamo come tali se chi ce li comunica li esprime con estrema chiarezza e semplicità - che non vuol dire banalità o retorica ma bensì limpida luminosità della mente e del cuore. Tu possiedi - sempre secondo me - questo dono che coltivi e trasformi in poesia. In questa tua poesia le modulazioni su un unico tema sono talmente armoniose nell’intrecciarsi, incontrarsi, inseguirsi, da provocare quello struggimento che forse fin dall’antichità equivale al concetto di "sublime": appena al limite dell’immenso, come immensa è la nostra aspirazione di esseri umani a non morire chiudendo il ciclo terreno, ma a continuare in una dimensione inimmaginabile ma possibile - per i mistici di ogni religione o pochi altri fortunati toccati da una speciale grazia, certa. E con struggimento, nostalgia e con la consolante speranza che non sono sola - che non siamo soli a desiderare altro pur nella nostra pelle che muta di momento in momento - sento tutta la bellezza che invochi, che dici, che accarezzi in queste tue righe che commuovono per il chiarore che emanano. Nel crepuscolo tremano fiammelle. Siamo noi. Ciao Laura.

 Laura Turra - 18/08/2018 17:36:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Un grande grazie anche a te, Giovanni, per aver letto e apprezzato.
Un carissimo saluto

 Laura Turra - 18/08/2018 17:34:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Gil, la mia gratitudine verso di te è davvero grande. Il tuo è un commento bellissimo che conserverò tra i più preziosi. Sei davvero un caro, caro amico e sai leggere il cuore.
Ti abbraccio stretto

 Giovanni Rossato - 18/08/2018 09:32:00 [ leggi altri commenti di Giovanni Rossato » ]

Aspirazione al "di più":"non si vive con in eredità /solo l’esiguità del crepuscolo". Molto ben espressa.
Brava

 Gil - 18/08/2018 08:09:00 [ leggi altri commenti di Gil » ]

È bello il chiaroscuro suggerito dalla prima strofa:le vie invisibili della leggerezza d’un volo di rondini e, di fronte a questa libertà d’aria e ariosa, avvertire coi sensi dell’anima l’insufficienza dell’alba. E sono altrettanto belle le strofe che seguono, fino alla chiusa che è un piccolo capolavoro di senso (c’è del genio in te, Laura, anche nell’accezione che riportava D’Avenia nel suo "L’arte di essere fragiki"): Siamo smaniosi d’un cielo, ripariamo tra gli alberi di " parola antica", non ci placa la terrestrità del giorno, il suo tramonto ci è segno ma non ancora simbolo. Infine il capolavoro della chiusa: il tempo che passa ci ammala di nostalgia, di quello smarrimento che porta con sé l’età adulta che avanza, ci ammala di quella sottrazione di forze fisiche che prima assecondavano gli ardori ideali o terreni dell’età ancora giovane, mentre oggi, pur nel cuore custondendoli, hanno solo il crepuscolo ad accompagnarli: un’eredità che a loro non basta; direi perché siamo fatti per l’Amore e solo vivendo la certezza "carnale" dell’amore, vinciamo il Temoo. E l’aggettivo appartiene a Dio come all’uomo, poiché non s’intende tanto una sensorialità deprivata dell’anima, quanto di una sensualità reintegrata nello spirito.

Carissima Laura, credo sia giunto il tempo di una tua silloge, non mancherà un editore per te, sono certo che hai le carte in regola per venire pubblicata; comunque sia, non puoi, mia miserrima opinione, verso cui ti chiedo d’essere clemente", lasciare che le tue poesie restino "nascoste" e sparse nel web: la bellezza della poesia deve far luce attorno, ancorché di una luce personale, di una voce personale ma, poiché perlata appunto di bellezza, diviene segno della Bellezza, passando dal personale all’universale.

Grato e devoto, ti abbraccio.

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