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Arcangelo Galante
- 16/08/2026 08:28:00
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Leggendo il tuo testo, scorgo molte sensazioni e sentimenti concitati, perch le immagini scelte raccontano bene la solitudine, linsonnia e quel senso di fragilit insito nelluomo. Il cielo stellato descrive proprio i pensieri di una notte rivelatrice di siffatte percezioni emotive. Difatti, le stelle, sembrano forti perch brillano autonomamente, ma in realt sono lontane e sole nello spazio immenso. Il loro tremolio non esclusivamente un effetto ottico, bens una paura viva del buio che le circonda: vi un ciclo naturale nella vita. Dopo ogni giorno arriva la notte, ma quando sorge il sole le stelle se ne vanno senza lottare. La loro fine mattutina certa e naturale. E il consueto rimedio di contare le pecore o le stelle, come ci insegnavano da bambini per prendere sonno, non funziona. Anzi, concentrarsi sulle tenebre e sul cielo fa sentire la notte ancora pi cupa e pesante, aumentando il vuoto e i ragionamenti di chiunque non riesce a dormire. Daltro canto, come darti torto? Anche ci che sembra grande e luminoso (le stelle) potrebbe celare un legittimo timore del buio, giacch la notte osservata da chi rimane sveglio, diventa un tempo immobile e opprimente; quindi, si giunge alla conclusione logica o istintiva che, lindividuo, come la stella, si sente solo dinanzi alloscurit dei pensieri propri. Sinceri complimenti per una veritiera riflessione, affatto lontana dalla realt terrestre.
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