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Una casa tutta per lei è

un piccolo saggio con racconti

memorie di 21 donne italiane

ed espatriate.

Edito da Golem 

nel 2019.

 

Il tema è

il senso della vita per la dimora

perennemente in viaggio, nomadi

o nelle righe del tempo, nei confini.

Dopo l’introduzione, a cura di Valeria ed Emma, entriamo nel giardino attraverso il cancello. Troviamo raggi di sole che giocano adesso come allora.

Sono trascorsi molti anni da quel pomeriggio primaverile a Milano – una Me bambina corre e ride, si arrampica e pattina lungo i vialetti del giardino.
Sono le tre e mezza o le cinque di un pomeriggio come tanti, eppure
in bocca ho adesso lo stesso gusto di caramella alla fragola che mi si rivelò all’improvviso, quella cosa rossa che succhi e dici “mai provata prima!”, poi mordi e ti fanno male i denti – le carie, spauracchio delle madri – e c’è, in fondo all’evidenza fruttata, una nota particolare che ricorda la panna sulle mani appiccicose, il cigolio dell’altalena e lo scivolo di metallo afrenare la corsa alla pelle nuda di un paio di gambette, e poi la terra – “mi sono fatta male!”.

(…)

Nel giardino ci sono di nuovo le margherite, allegre signorine
disponibili a dichiarare “m’ama o non m’ama”. Tutti i petali bianco latte che son caduti a terra li abbiamo sgranocchiati a merenda con il Cappellaio Matto – un, due, tre: è la corsa nei sacchi del Bianconiglio, prima del tè. E c’era una volta una fata, oppure era una Regina di ghiaccio nascosta tra i cespugli – la stessa che ha portato via l’infanzia e, prima o poi, ruberà la vita a me, a te, a noi, cantando Buon Non Compleanno fino a, si spera, ottanta, novanta, cento volte trecentosessantaquattro (più il Compleanno).

Nel quadretto accanto alla finestra c’è una quercia. Dominatrice della
collina, la quercia. Il tempo trascorso sotto l’albero ha reso le nostre bambine “donne come si deve”, almeno per un’ora o per un giorno, prima che si ribellassero alle aspettative degli altri. Ah, le aspettative!

(…)

“La Quercia” che io ricordo meglio, però, è il romanzo sempre in fieri di Orlando, un libro nel libro della Woolf. Orlando che confessa: “Pure, per quanto avesse molto viaggiato, e corso avventure senza numero, e avesse profondamente meditato, volgendosi ora a un ordine
di idee, ora all’altro, ella si trovava ancora in via di elaborazione.””

Valeria Bianchi Mian

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