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al testo di Valeria Bianchi Mian
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Ho regalato a Iana quelle scarpe che indossavo tra i venti e i ventott’anni animando le feste nei locali, guadagnando gli sfizi da studente. “Hai bisogno davvero di scioccare?” – mia madre scuote la testa alle paillettes sul culo della Drag Queen transitante. Libertà contro obblighi obbligati, non lo nego: mi sono divertita – io, travestita in mezzo a travestite. Fuggente giovinezza, esploravo per restare al timone e non subire. Ogni gioco in casa del mio caso era punto sulla mappa – navigavo. Son scesa l’altro ieri col sacchetto per gettare le scarpe nel bidone. “Oggi fa freddo” – Iana ha un bel sorriso nel suo angolo è tenera e gentile come tutte le ragazze di Via Ormea. Con la pioggia torrenziale, con il sole Iana batte – ma batte anche a Natale il suo obbligo obbligato reiterato. “Che altro posso?” – sussurra a ciglia basse arrossisce, si pettina i capelli. “Queste scarpe” – dico – “se le vuoi, vedi tu.” Iana coglie la mia polvere stellata i chilometri contati sotto il tacco. Non lo so, magari l’anima e l’oggetto sanno far da testimone della forza che tra donne d’ogni genere si leva partecipando mistica alla vita.
Valeria Bianchi Mian, 2016 |
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