LaRecherche.it

« indietro :: torna al testo senza commentare

Scrivi un commento al testo di Stefano Verrengia
L���attesa

- Se sei un utente registrato il tuo commento sar subito visibile, basta che tu lo scriva dopo esserti autenticato.
- Se sei un utente non registrato riceverai una e-mail all'indirizzo che devi obbligatoriamente indicare nell'apposito campo sottostante, cliccando su un link apposito, presente all'interno della e-mail, dovrai richiedere/autorizzare la pubblicazione del commento; il quale sar letto dalla Redazione e messo in pubblicazione solo se ritenuto pertinente, potranno passare alcuni giorni. Sar inviato un avviso di pubblicazione all'e-mail del commentatore.
Il modo pi veloce per commentare quello di registrarsi e autenticarsi.
Gentili commentatori, possibile impostare, dal pannello utente, al quale si accede tramite autenticazione, l'opzione di ricezione di una e-mail di avviso, all'indirizzo registrato, quando qualcuno commenta un testo anche da te commentato, tale servizio funziona solo se firmi i tuoi commenti con lo stesso nominativo con cui sei registrato: [ imposta ora ]. Questo messaggio appare se non sei autenticato, possibile che tu abbia gi impostato tale servizio: [ autenticati ]

RIMEMBRANZE

 

Ti ricordi? Ti ricordi

il profumo evanescente

delle ortensie e dei gerani

mentre i cani abbaiavano

ai vicini?

Ti ricordi le carezze del vento

mentre lento il Tempo

ci scivolava addosso

come un tiepido raggio d’Aprile?

La gioia febbrile sussurrava

in segreto le eterne gioie

di un faggio immerso

in un terso mattino.

Ed io ho sognato,

ho sognato come un bambino

di volare lontano

come un palloncino

colmo di vane speranze,

di facili illusioni.

E che effusioni d’amore

mi volgeva la Natura!

Sembrava avesse cura

di me e mi abbracciasse

con le sue montagne,

che mi bisbigliasse

infiniti segreti

nei silenzi del tramonto.

Ma la vita non fa sconto

a chi crede, a chi vede

oltre le nuvole

il buio incommensurabile.

Ed abile, abilissimo,

per moltissimo tempo

ho mentito a me stesso,

ho nitrito indomito

come un’onda inarrestabile

verso la sponda della speranza:

ma avanza, avanza la disperazione

ad ogni passo, divora

ogni cosa come la Notte

che la botte di vino, una gonna

o un gatto rende ombre leggere

di un flebile lampione …

ed il dolore ha reso fiere

le mie mani dell’impugnare

una penna sporca di terra,

dello scavare

nel foglio un solco

dove seminare i neri semi

della Poesia.

Non è molto, ma è quel che resta

di questo stolto esistere,

di questa festa insensata

dove si balla e si danza

dalla culla alla tomba

attendendo il nulla.  

Nessun commento

Leggi l'informativa riguardo al trattamento dei dati personali
(D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e succ. mod.) »
Acconsento Non acconsento
 
Se ti autentichi il nominativo e la posta elettronica vengono inseriti in automatico.
Nominativo (obbligatorio):
Posta elettronica (obbligatoria):
Inserendo la tua posta elettronica verr data la possibilit all'autore del testo commentato di risponderti.

Ogni commento ritenuto offensivo e, in ogni caso, lesivo della dignit dell'autore del testo commentato, a insindacabile giudizio de LaRecherche.it, sar tolto dalla pubblicazione, senza l'obbligo di questa di darne comunicazione al commentatore. Gli autori possono richiedere che un commento venga rimosso, ma tale richiesta non implica la rimozione del commento, il quale potr essere anche negativo ma non dovr entrare nella sfera privata della vita dell'autore, commenti che usano parolacce in modo offensivo saranno tolti dalla pubblicazione. Il Moderatore de LaRecehrche.it controlla i commenti, ma essendo molti qualcuno pu sfuggire, si richiede pertanto la collaborazione di tutti per una eventuale segnalazione (moderatore@larecherche.it).
Il tuo indirizzo Ip sar memorizzato, in caso di utilizzo indebito di questo servizio potr essere messo a disposizione dell'autorit giudiziaria.