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Fine ricreazione

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Sento come se la ricreazione stia per finire.
E, nemmeno essendo così vecchio
sia di già arrivata l'ora di rientrare in lui.
Lo sento che quasi mi pare di averci
al mattino nel lavarmi la faccia, le sue braccia
in quel movimento che getta l'acqua sul viso
: così: a palmi di mano congiunti ad incavo.
E pure lo stesso sibilo pronunciato di sterno
dagli anni, scoccati a freccia, di tra ciglia rade
sul grande bersaglio riflesso allo specchio.
Ma non si creda che, come dovuto, rientri
a fine ricreazione nella sua testa
piuttosto mi sento assorbito nei suoi lombi
prigioniero rassegnato in un corpo non mio.
Se i corpi possono anche dirsi parenti lungi da scherno
si che un DNA non rinneghi l'altro, la mente no:
estranea deambula nello sconcerto, foranea
accennando ripulse generazionali e non solo.
Del resto, come riconoscersi parenti
se alieni si è a mente come figli mai nati?
Quando poi, finita ricreazione, si fa luce:
la risposta alla domanda sta in quelle grinze di pelle
a guisa di cicatrici, sullo scroto paterno.
Consapevolezza corrugata d'aver vissuto risuona
tra sconosciuti che, solo alla fine, si son conosciuti.
Si che, supino, stringendo convulso un pugno di terra
con la campanella che mi sta risucchiando
per come insiste, tra gli steli campanula
dal vento scossa e riscossa, sento l'umido
ed il freddo che, un giorno, mi avrà ristretto in lui
come un sogno che l'abbia accompagnato in vita
già morto, perchè in definitiva abortito.

 Salvatore Pizzo - 12/06/2020 00:28:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

X Sara:
In noi occidentali sta molto in sordina l’argomento morte.Eppure, come tu ben dici:"che ci portiamo appresso dal momento in cui nasciamo". Dunque perchè non parlarne? Non si può lasciare in disparte e rimossa un’attrice importante della nostra esistenza. Bisogna darle l’importanza ed il ruolo che le spettano.
Grazie di cuore più che mai felice di tornare a leggere di te, mia dolce Sara.

 Sara Cristofori - 11/06/2020 18:28:00 [ leggi altri commenti di Sara Cristofori » ]

La Morte, questa sorella, come diceva San Francesco, che ci portiamo appresso dal momento in cui nasciamo e che si fa più pressante mano a mano che il tempo residuo si riduce. Una bella lirica, densa di consapevolezza e che fa riflettere su come si sia solo di passaggio.

 Salvatore Pizzo - 11/06/2020 04:05:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

X Franca
Il sentimento di morte è un canto, mia cara Franca. E’un canto che ci accompagna sommesso, quasi inaudibile per tutto il tempo della giovinezza. Poi, quando la cerchia delle persone attorno comincia a sfoltirsi, ecco che prende il volo in modo sempre più pervasivo e presente all’orecchio, alla mente ed infine al cuore. E non è la paura, bensì una consapevolezza a farsi largo. Una consapevolezza che va ben oltre la contingenza degli accadimenti al mondo che si susseguono attraverso secoli e millenni tra orrori, disgrazie, catastrofi e"miracoli", secondo un processo evolutivo di cui ci sfugge altro fine se non quello della sopravvivenza. E’ un po’ come dire che, fino ad ora, si guardava la morte al cinema, nelle cronache, nei racconti.E quando capitava di sbatterci contro era per un puro caso...ora invece la si respira al cimitero per un ultimo saluto, la si tocca con mano nelle assenze che ti rendono vane le attese; nelle incombenze che si riducono al minimo indispensabile, dal momento che il peso non si tollera oltre. No, non è paura: è solo consapevolezza che esclude l’angoscia. La morte è un evento naturale ancor più ineluttabile che la vita:si nasce per caso, per il sommarsi di coincidenze. Si muore perchè non può essere che così. Ecco, è tutto qui: non ci stanchiamo mai di rinascere. Ogni giorno rinasciamo a nuova vita. Questi tempi di pandemia non hanno fatto altro che anticipare ed arricchire in consapevolezza: tutto ciò che è apertura verso il mondo è vita. Ogni cosa che ci porta a rinchiuderci a Riccio è morte. Ma non sempre è così: la pandemia ha insegnato che alle volte è necessario isolarsi, rinchiudersi a riccio, se si vuole sopravvivere.........
Grazie di cuore anche per questa tua lettura molto stimolante alla riflessione e che mi riprometto e ti prometto di approfondire ulteriormente.
un augurio per una notte serena

 Salvatore Pizzo - 11/06/2020 02:35:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

X Graced:
No, non credo che si possa fare a meno di farci i conti, con la morte: essa ci si impone agli occhi ed al cuore in ogni giorno ed in ogni momento. Soprattutto quando arrivi a vedere sempre più sfoltita la cerchia di affetti e conoscenze. Per allora credo che, se non ci si ha già sufficiente confidenza, si rischia davvero di viver male ciò che ci rimane da vivere.
Grazie di cuore mia cara Grazia, anche per il saluto affettuoso che ricambio con grande afflato.

 Franca Colozzo - 11/06/2020 00:56:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Un sentimento di morte pervade la tua lirica, figlia di questi tempi di incertezza e di paura. A volte s’intravede un coagulo di luce improvvisa tra il buio che predomina e le immagini che si sovrappongono nella corsa verso un finale temuto. Tipico degli uomini prefigurare la fine prima ancora che essa si materializzi, così che sul presente vengono proiettate ombre come se il sole fosse già in procinto di tramontare.
Vano è interrogarsi oggi su un domani che la nostra mente aborre, mentre si potrebbe gioire dell’ora e dell’attimo presente.
Ma è l’angoscia a parlare per te tra i silenzi dei giorni passati ad affastellare pensieri in assoluta immersione in un tempo contratto dalla noia. Ritornare alla vita è una rinascita interiore cui sei chiamato come tutti noi per ingannare l’attesa.

 Graced - 09/06/2020 18:24:00 [ leggi altri commenti di Graced » ]

Perché bisogna farsi venire tutte queste ansie anzitempo. Finché si può godere della ricreazione lo si faccia, senza porsi tante domande.
Quando finirà la ricreazione, il più tardi possibile, si rientrerà nei ranghi e si procederà con tranquillità ad entrare in un’altra fase della vita, senza tante fisime e paure. Seguiremo il flusso degli altri che ci hanno preceduti: anche dei nostri padri e delle nostre madri, finalmente potremo dialogare con loro allo stesso livello, anche se siamo figli, ma cresciuti come loro. Una lirica importante, ben strutturata ed introspettiva che, ho molto apprezzato. Complimenti Salvatore. Un affettuoso saluto da Grazia.

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