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al testo di Salvatore Pizzo
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Carte da parati ha il poeta: tinte con versi, al cielo le incolla ostinato variopinte d'aurore. Poi riflesso sfarfallio s'effonde furtivo sfondo.
Carni stagionate ha il poeta: vizza pelle cadente istoriata di rughe più che la terra crepata da sete bramosia antica d'attingere al pozzo .
Carmi di stagione le poesie effluvi son versi: ondeggianti foglie diffuse dal vento da aceri rossi. Di riverberi il dilagar di coro:
"carpe diem!" suggendo flebile eco d'un sole vanescente all'orizzonte negli incavi degli alberi, tra avvalli anfratti e tra fossi indolenti, a tratti con mesti sbuffi che ammantan di nebbia. |
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