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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia proposta dal 19/09/2022 12:00:00
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Quattro poesie inedite da: Al centro della piena

di Nicola Romano (Biografia/notizie)

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In ricordo del caro amico e poeta palermitano Nicola Romano, proponiamo quattro poesie tratte dalla raccolta inedita “Al centro della piena”, che ci aveva inviato il primo di settembre di quest’anno 2022, pochi giorni prima della sua scomparsa; la notizia ci ha colti di sorpresa lasciandoci un grande vuoto.

Nicola vinse la prima edizione, nel 2015, del Premio Il giardino di Babuk – Proust en Italie, sezione Poesia, indetto da LaRecherche.it. Dall’anno successivo, fino all’ultima edizione del 2022, ha sempre fatto parte della Giuria per la sezione Poesia, impegnandosi con grande passione nella lettura e valutazione dei testi. Inoltre, ha sempre partecipato, con suoi notevoli contributi poetici alla realizzazione delle antologie proustiane che ogni anno hanno cadenzato la nostra passione per Marcel Proust.

 

In esergo alla sua pagina su LaRecherche.it troviamo scritto:

La poesia è la quinta stagione del tempo. Se la trovi ritienila un dono, potrai dire d’avere vissuto.

 

Leggiamo, dunque, queste sue quattro poesie inedite e partecipiamo in esse del suo autentico spirito poetico, certi che ancora in esse ci è vicino:

 

 

OGGI LA MIA PREGHIERA

 

Padre che sei già nostro

diventa un po’ più mio

rimani più da presso

stringi questa preghiera

ch’io possa penetrare

vampa e viluppo del tuo focolare:

in clemenza trattienimi

anche se fossi scarto di paranza

e nel gonfio mio petto

togli ogni scoria delle mie rovine

poi pungimi nel sangue

che scorre in tentazioni

e fa che sia d’Eterno

la mia fame

 

 

VIATICO

 

Non farci caso

sono pelle franta

ogni innesto è tregenda

e ammolla nella mota

il mio bordone

 

 

LUOGO MANCATO

 

In quel luogo mancato

ho respirato aria di frontiera

un senso di carrubo trapiantato

e un cielo molto avaro di chiarori

ma ritornano adesso

come uccelli alle fronde

le corse con i figli al Valentino

i refoli del föhn quando a gennaio

la nebbia nascondeva le bealere

e lungo i marciapiedi dei viali

luccicava la pieuva

e la fiôcada

 

Nel mio luogo mancato

sono rimasto orma

sui Murazzi

e ombra di leccio

su per la collina

 

 

STRANIAMENTO

 

Potrei anche non essere

anzi non sono

e se mi vedi andare

con passo immateriale

sono davvero io

tremolio d’una assenza

o corpo inconsistente

che s’atteggia a presenza

insomma nube informe

che in quota non s’addensa

 

perciò presto componimi

ritrovami un’essenza

procurami salvezza

dammi due venature

lucenti e irregolari

come nel marmo rosso

degli altari

 

*

 

Grazie Nicola da tutti noi di laRecherche.it

 

 

leggi la bio-bibliografia di Nicola Romano

 


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