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Poesia della settimana

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Quasi una confessione (inedito)

di Eugenio Nastasi

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Consumate tutte le pagine dei libri
rimesse sempre a nuovo le giornate
deposta la maschera degli occhi
chiuso nel sogno il resto dei frammenti
visti tutti i tramonti
accordati altri responsi della Pizia

dove accordare il carreggio dell’antico dolore,
la barca che giunge a riva e vi s’insabbia,
e poi pretendere che s’innalzi al cielo
il pinnacolo sfatto delle abitudini,
l’impasto delle tinte, la semisfera
di cobalto che ha mutato il celeste
nel silenzio che sgretola la mente?

Mi raccolgo nella materia degli alberi
aperto alle ferite d’arenaria,
nascosto nei minuti dell’attesa,
nella dimora intangibile
d’una flebile linea di matita.
E come una cicatrice
resto quel millesimo di me
dove ogni assenza è stata offerta.



(Poesia vincitrice del Premio “Rhegium Julii” 2009)

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