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Biografia di Principessa Bibesco

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La principessa Marthe Lucile Bibesco nasce a Bucarest il 28 gennaio 1886, da Jean Lahovary ed Emma Mavracordato, appartenenti a due delle famiglie più in vista della Romania. La madre era cresciuta a Parigi ed il padre dopo avervi studiato era tornato nella capitale francese come ministro, in rappresentanza del governo rumeno. Marthe cresce perciò a Parigi, vivendovi gran parte dell’anno, con la sorella Jeanne ed il fratello Georges, cui si aggiungeranno altre due sorelle. E’ quindi naturale che la prima lingua della piccola Bibesco sia il francese: Marthe imparerà il rumeno ad 11 anni, per volere del padre. All’età di sei anni Marthe conosce il primo dei terribili lutti che costelleranno la sua vita, muore infatti il fratello Georges, precipitando la famiglia, ed in special modo la madre, in un profondo lutto, che ritroveremo intatto nel romanzo “Il pappagallo verde” del 1924. L’anno dopo questa terribile perdita Marthe avrà una grande illuminazione scoprendo “Les Mèmoires d’Outre-Tombe” di Chateubriand, da quel momento la giovane principessa avverte l’istintivo bisogno di scrivere e tenere un diario su cui annotare e conservare ricordi di persone ed avvenimenti: tra il 1908 e il 1973 nasceranno ben sessantacinque quaderni di diario.
A sedici anni Marthe diventa la giovane moglie dell’affascinante cugino Georges Bibesco che le schiude definitivamente le porte del bel mondo e dei salotti più esclusivi di Parigi, il noto faubourg Saint-Germain, di cui diventerà una delle regine incontrastate. Posizione acquisita anche grazie all’amicizia dei cugini Antoine ed Emmanuel, i quali la introducono nel loro ambiente raffinato, mondano ma anche letterario, di cui fa parte Marcel Proust. Oltre a Proust, le frequentazioni letterarie della principessa vedranno ospiti del suo salotto personaggi quali Paul Morand (anch’egli molto amico di Proust), Mauriac, Valéry, George Bernard Shaw e altri. Accanto alle gioie letterarie e mondane il destino della bella Marthe allinea dolori con le morti, spesso per mano suicida, di Emmanuel Bibesco, della sorella e della madre. Nel 1905 Marthe Bibesco ed il marito partono per un viaggio in Persia. La Principessa si è preparata studiando i grandi lirici persiani, da cui, insieme alle sensazioni del viaggio, scaturirà quel meraviglioso affresco che è “Gli otto paradisi”. Proust le dirà: “Principessa siete una scrittrice perfetta..tanti artisti riuniti: uno scrittore, un profumiere, un decoratore, un musicista, uno scultore, un poeta”. Dopo il successo del suo libro sulla Persia pubblica Alexandre l’Asiatique, frutto di un vasto lavoro di ricerca storica su Alessandro Magno.
Oltre alle amicizie in ambito mondano e letterario Marthe Bibesco coltiva stretti legami con i personaggi politici più in vista del momento, tra cui Churchill (del quale scriverà una breve biografia), Mussolini, Goering, Guglielmo II, e altri; la sua splendida casa di Mogosëa sarà sede di colloqui internazionali di notevole calibro ma grazie alla sua riservatezza nulla dei colloqui politici trapela nei sui diari. Nel 1923 dopo un lungo soggiorno nella sua terra natale pubblica “Isvor, le Pays des Saules”, quasi uno studio antropologico “…sull’anima dei contadini rumeni..”. Questo lavoro riscuote ampio successo, anche la cugina Anna de Noailles, di solito non proprio favorevole ai suoi lavori le scrive per complimentarsi. “ I tuoi mille racconti deliziosi e meditativi sono figli della natura, dell’arte e dell’erudizione raffinata”. Negli anni seguenti pubblica tre romanzi: “Le Perroquet vert”, “Catherine-Paris” ed “Egalité”, molto diversi fra loro ma tutti con forte connotazione autobiografica. Grazie alla ricchezza di immagini e al suo rigore classico nella scelta meticolosa delle parole la principessa raggiungerà un vasto successo. Negli anni seguenti la Bibesco pubblica un folto numero di opere tra il memoriale, il bozzetto e la biografia, tra cui ricordiamo l’elogio funebre per la morte del re di Romani del 1927. Intorno agli anni trenta intraprende il colossale progetto di una saga familiare in ventisette volumi cui lavorerà sino alla morte la “Nymphe Europe”, ma solo il primo volume vedrà le stampe nel 1960.
In seguito all’avvento del comunismo in Romania, Marthe lascia, alle 5 del mattino e con una sola valigetta, per sempre la sua amata Romania, dove pochi giorni dopo la figlia ed il marito verranno arrestati. Marthe non si da pace e profonde ogni sforzo per far liberare i suoi amati congiunti. Nel frattempo è lei a dover mantenere in collegio i nipotini e senza cedere sul tenore di vita al quale sono abituati, aumenta così le collaborazioni e scrive un po’ per qualunque rivista, collabora con teatro e balletto, vende addirittura a Guerlain il nome di Isvor. Per fronteggiare un bisogno di danaro sempre più pressante collabora con giornali e riviste e pubblica una collezione di romanzi popolari che avranno un certo successo, con lo pseudonimo di Lucile Decaux. Malgrado la vecchiaia e le difficoltà affrontati con il solito umorismo e gran forza d’animo la Bibesco riceve grandi riconoscimenti: nel 54 viene premiata dalla Académie Française per l’insieme della sua opera, nel 59 dall’Academie des Jeux Floraux di Tolosa per la prosa lirica, nel 55 viene eletta membro dell’Académie Royale de langue et Littérature de Belgique; nel 62 è insignita della legion d’onore, nel 63 riceve il Prix Sévigné e grandissima gioia le deriva dal conferimento della cittadinanza francese con decreto speciale di De Gaulle.
La morte la coglierà all’età di ottantasette anni quando, dopo essersi alzata come al solito per lavorare, ma sentendosi stanca e, sedutasi in poltrona per riposare brevemente, i suoi occhi si chiusero su quel mondo che aveva tanto amato e tanti cambiamento aveva subito sotto il suo sguardo attento e penetrante. Fu sepolta a Menars, sulla sua tomba si legge: “Marthe, principessa Bibesco, scrittrice francese, sposa di Georges-Valentin Bibesco, è venuta a Menars ad attendere la risurrezione e la vita”.


(Ringraziamo Rosetta Signorini per la cortese e paziente collaborazione)