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Sei poesie per Ippolita (inedito)


Testo proposto da LaRecherche.it

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Pubblicato il 10/10/2011 12:00:00

1

 

Mia figlia Ippolita

è morta suicida.

Non per tornare

se n’è andata

né per guardarci

da molto lontano

né per scoprire

cose segrete

né per vedere

il cielo da vicino.

È morta soltanto

per mettersi al riparo

dalla vita.

 

2

 

Chiudete le finestre,

aprite le porte

e che la gente

entri in silenzio

e nella penombra

ti guardi e capisca

che sei davvero morta.

È morta Ippolita,

ippos litos,

cavallo di pietra,

ippos lyo,

colei che lascia liberi

i cavalli

e scalpita selvaggia

come il cavallo

libero e selvaggio,

abbandonandosi alla mano

che la carezzava,

amando chi ardimentoso

la cavalcava,

onorando lo schiavo

che si chinava

per rendere salda

la sua ferratura.

Ma anima mia, perché,

perché hai pensato

che non fosse la tua sorte?

Perché alla fine hai scelto la morte?

 

P.S. Le parole in greco antico sono scritte in alfabeto italiano per comodità di lettura

 

3

 

Ascolto chi mi dice

che è in un altro mondo,

ascolto chi mi dice

che è più vicina a Dio,

ascolto ci mi dice

che gli angeli la cullano,

ascolto chi mi dice

che il cielo le sorride

che le nuvole nere

le stanno lontane,

che le stelle lì intorno

si prendono per mano,

modellano un cerchio,

mettono lei nel centro

e fanno il girotondo.

Ascolto chi mi dice

che Gesù bambino

gioca con lei

la sera a nascondino

e i Cherubini

l’addormentano

col loro dolce canto.

E sarà tutto vero.

Ma io so soltanto

che mia figlia è morta

e io sto annegando

in un mare di pianto.

 

4

 

Un giorno qualcuno ha deciso

di prenderti con sé

e tu hai lasciato fare.

Tu eri consenziente:

Eri colpevole di complicità,

di correità nel delitto,

di consenso nel misfatto.

Non ti sei voltata indietro

a salutare con la mano

chi restava sulla terra,

chi ti amava e non sapeva.

Non hai detto a nessuno

“me ne vado”,

e io, tua madre,

sono qui disperata

sperando solo

che questo mio tormento

altro non sia

che il ricordo esagerato

d’una delle tue fughe di ragazza.

E appena la luce mi sveglierà

ti troverò vicina al mio letto

dicendomi amorosa:

“Ti ho fregata.

Anche stanotte sono scappata”.

 

5

 

Non è giusto pentirsi

d’essere stata allegra

di non aver mai supposto

che poteva morire.

Perché supporlo?

Lei era una suicida

e nessun suicida

ha mai mostrato

l’intento perverso

di togliersi la vita.

Il suicidio è dentro di noi

vigliacco e ben nascosto.

È nascosto dentro di noi

come un vizio congenito,

una tara segreta,

una manomissione sconcia.

Perciò la sorpresa

è stata grande per tutti.

Anche per me,

madre attenta, apprensiva

e a volte sospettosa.

Ma tutto io m’aspettavo.

Tutto.

Fuorché la morte.

 

6

 

Ritornerai, lo so.

E mi racconterai

dove sei stata

e quale mondo hai visto

durante quella

che forse è stata

una semplice scappata.

Ma se ciò accadrà,

se non potrai tornare,

stai tranquilla, amore mio,

sarò io a correre da te

perché è destino

che sia la mamma

a cercare il suo bambino.



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