Pubblicato il 03/11/2011 08:25:51
(pensa che puoi pensare, fino a quel buio, fino alla luce, infine, che scompare)
Luci luci come riluce ci che ha una luce, dentro, che si spegne
splende perch accalora
perch non tace? perch se tace dice 'va bene, tutto questo buio - dopo sar soltanto un po' pi scuro'
fatti cupa, occpati di ci che muove il moto, la cuspide, l'erosione che consente di premere, posando, mettendo a posto, nel posto in cui sar
fatti incupita, muovi, da qui a dopo, la parete, l'argine, margine che ricomincia a stare, segnando, facendo segni, ancora, per starci ancora
se tu non te ne andassi che cosa che cosa sarebbe questo luogo
qui non saresti altrove qui come per starci
(in un altrove, sempre, in quello che si pu, che si pu fare adesso, fintanto che si resta)
fino a che resta ancora un dove stare
metti (per mettere un'altra brace al fuoco, un'altra cosa che finisce nel calore che ti scalda)
metti che poi (poi dopo, quando davvero, infine, saremo cos stanchi)
metti che poi, che dopo, che ancora non sar finita
luce, s verso quel poco (versa quel poco, versalo, quel poco tempo, ancora, finch c')
non ricordare pi, come sarebbe? vorremmo quella quiete? non meglio divampare ancora? ancora distruggere?
( meglio, tutto meglio del non pi senza che mai sia stato)
(dove finir tutto questo? perch nel nulla di nessun ricordo di nessuno? questo il dolore? quello che senti quando il corpo ha fatto tutte le sue scorte?)
(scritto, nulla
che non sia polvere, che vola, se ne va - che non sia luce, che brilla, e dopo buio - e dopo luce e dopo buio, e dopo e dopo)
(non scritto, nulla
che non sia polvere, che vola, se ne va- che non sia luce, che brilla, e dopo buio - e dopo luce e dopo buio, e dopo e dopo)
(a grandi passi bianchi, a scatti, come lampi, in questo buio, verso questo buio)
(una tua mano, nel tuo sonno, ti stava accarezzando - non moriremo pi)
(tratte da "Quattro quaderni", editrice Zona, 2000)
* Consiglio di visitare il seguente sito, su cui appare un articolo dedicato al poeta recentemente scomparso: http://www.ilprimoamore.com/testo_2414.html
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