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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Canti del rosario

di Georg Trakl 

Proposta di Cosimina Viscido »

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Pubblicato il 27/11/2011 18:28:05

Alla sorella

Dove tu passi si fa autunno e sera,
azzurra fiera che fra gli alberi risuona,
solitario stagno nella sera.

Tenue risuona il volo degli uccelli,
la tristezza sopra l'arco dei tuoi cigli.
Il lieve tuo sorriso risuona.

Dio ha distorto l'arco delle tue palpebre.
Stelle cercano di notte, figlia del venerdì santo,
della tua fronte l'arco.


Vicinanza della morte

Oh, la sera che nei cupi villaggi dell'infanzia penetra.
Lo stagno sotto i salici
si riempie degli appestati sospiri della tristezza.

Oh il bosco, che lieve i bruni occhi china,
quando dalle ossute mani del solitario
la porpora dei suoi giorni d'estasi declina.

Oh, la vicinanza della morte. Preghiamo.
In questa notte si sciolgono su tiepidi guanciali
ingialliti da incenso degli amanti le fragili membra.


Amen

Putredine scivolante per la fradicia stanza;
ombre su gialli parati; in oscuri specchi s'inarca
delle nostre mani l'eburnea tristezza.

Brune perle scorrono tra le morte dita.
Nel silenzio
si aprono di un angelo azzurri occhi di papavero.

Azzurra è anche la sera;
l'ora della nostra morte, l'ombra di Azraele,
che oscura un bruno giardinetto.

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