Pubblicato il 04/01/2012 18:40:12
Sempre vieni dal mare e ne hai la voce roca, sempre hai occhi segreti, d'acqua viva tra i rovi, e fronte bassa, come cielo basso di nubi. Ogni volta rivivi come una cosa antica e selvaggia, che il cuore gi sapeva e si serra.
Ogni volta uno strappo, ogni volta la morte. Noi sempre combattemmo. Chi si risolve all'urto ha gustato la morte e la porta nel sangue. Come buoni nemici che non s'odiano pi noi abbiamo una stessa voce, una stessa pena e viviamo affrontati sotto povero cielo. Tra noi non insidie, non inutili cose - combatteremo sempre.
Combatteremo ancora, combatteremo sempre, perch cerchiamo il sonno della morte affiancati, e abbiamo voce roca fronte bassa e selvaggia e un identico cielo. Fummo fatti per questo. Se tu od io cede all'urto, segue una notte lunga che non pace o tregua e non morte vera. Tu non sei pi. Le braccia si dibattono invano.
Fin che ci trema il cuore. Hanno detto un tuo nome. Ricomincia la morte. Cosa ignota e selvaggia sei rinata dal mare.
19-20 novembbre '45
(tratta da "Poesie", Mondadori 1970)
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 1 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Loredana Savelli, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|