Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" - V edizione (2019)
PUBBLICATA LA CLASSIFICA FINALE | e-book del Premio | Interviste ai vincitori
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Poesia
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 1543 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Wed Apr 17 23:55:48 UTC+0200 2019
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Esortazione alla metamorfosi òrfica

di Paolo Melandri
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutte le poesie dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 3 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 19/05/2012 19:56:46


Esortazione alla metamorfosi òrfica (omaggio a Dino Campana)

Amico delle sere algenti in fuga,
senti come lo spazio, al tuo respiro,
cresce e rimbomba – nella notte attonita
divieni puro suono. Il tuo dolore

diventa in te vigore: esso ti nutre.
Sii la risacca di ogni metamorfosi.
Di’: quale angoscia non hai mai provato?
Se amaro è il vino ed aspro al tuo palato

diventa vino… In questa notte, sii
come una forza all’incrocio dei sensi:
simbolo, in cui si esprima il loro incontro.

Se il mondo non accoglie più i tuoi càntici,
dìllo alla terra, che sta ferma: Io scorro;
e dìllo all’acqua, che fluisce: Io sto.

Scorrendo resta ciò che sempre fosti,
fermo restando mùtati in arcano:
“andare” e “stare”, in te, la stessa cosa.

Amico delle sere algenti in fuga,
amico delle veglie sofferenti
e degli spazi arcanamente ardenti
e delle assenze avidamente aulenti,
del dolente ruotar dei continenti,
dei vortici del mare rifluenti,
delle risate stridule e taglienti,
dei vespertini irosi albeggiamenti,
dei sonnolenti notturni spaventi:
fluisci e resta quello che diventi
finché, quel che diventi, altro diventi.



Paolo Melandri
19 maggio 2012


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 3 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Paolo Melandri, nella sezione Poesia, ha pubblicato anche:

:: Alba di fiori (Pubblicato il 18/03/2019 21:26:24 - visite: 43) »

:: Il cerchio sacro (Pubblicato il 04/03/2019 21:39:18 - visite: 63) »

:: Inno olimpico (Pubblicato il 01/03/2019 21:48:33 - visite: 71) »

:: Nelle sale di Pergamo (Pubblicato il 01/03/2019 20:51:54 - visite: 38) »

:: Le statue (Pubblicato il 27/02/2019 23:10:35 - visite: 73) »

:: Testa di bronzo (Pubblicato il 27/02/2019 14:39:06 - visite: 55) »

:: Così quieta (Pubblicato il 26/02/2019 21:19:12 - visite: 71) »

:: Oracolo di Delfi (Pubblicato il 24/02/2019 02:51:55 - visite: 77) »

:: Il Centauro Nero (Pubblicato il 22/02/2019 20:37:14 - visite: 54) »

:: Giorni primari (Pubblicato il 20/02/2019 20:59:09 - visite: 66) »