Pubblicato il 08/03/2015 15:58:00
Parte I - Marzo 2015
A volte sembra quasi che i palazzi, le case, e tutta l'urbanistica generica abbia una vita. Poichè posso sentire delle vere e proprie emozioni, spesso malinconia, sprizzare da un campanile dietro un cielo bluastro e figlio di un sole tardo pomeridiano di fine estate. Vedo il campanile con quel colore dietro e poi mi vengono in mente con forza e velocità le immagini di mille altri campanili, mille altri colori, mille altre locazioni di tempi diversi. Sento che sono diversi col mezzo in cui esplodono queste emozioni: la già citata malinconia. Penso a cose che mi fanno stare bene. Sento una specie di sollievo con assenza di dolore. Qualche immagine mi parla. Qualche dettaglio fermo mi emoziona . Lo sento così bene che potrei decidere di staccare con tutto dalla vita e inseguire quel dettaglio, quell'immagine. La mia immaginazione è il proiettore. Il pulsante per la "prossima immagine" è la mia determinazione (spesso è difficile schiacciarlo, ci si perde in immagini). Le slide sono le mie ispirazioni. Parte II - Aprile 2026 Non più malinconia quanto consapevolezza del passaggio del tempo. Ogni notte è una piccola morte, ed ogni imbrunire è un po' un invecchiare. La malinconia era malriposta; durante l'esperienza estetica dell'osservare i campanili all'imbrunire con un sole debole di tardo pomeriggio si può evocare periodi di vita non propri ma dell'esistenza (cioè di tutti) che richiamano ad un determinato momento pre-riflessivo e del tutto irrazionale.
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