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Parole dalla Notte del Mondo

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 22/08/2012 02:16:41

 

Parole dalla Notte del Mondo

 

E mi rimane solo quel pensiero

che delle vene m’occlude il meandro:

ed una volta ancora l’acre vivere,

sebbene amare sia sempre una festa

ed abbandono dei sensi sperduti.

 

Talvolta si poeta solo al flauto,

una cometa gettata nel buio;

ed ho visto il terrore nei miei sogni:

asperrimo rimorso, angoscia ed incubo.

 

Ma, forse, anche può darsi, sono io

lo strazio del mio uomo più riposto.

 

Così talvolta m’azzardo ad entrare

in una chiesa per pregare muto:

nell’esser uomo fisico, di carne

già si realizza il culto dello spirito.

 

È come concepir dal Nulla il Mondo,

il Mondo dalla Notte senza fine,

veliero del buio che sei, mio Dio.

È come un rovo trafitto di rose

l’incanto sottilissimo: il Tuo dono.

 

 

 

 

 

Paolo Melandri

22 agosto 2012

(2 di Notte)

 



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