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Dobbiaco

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 13/09/2012 19:38:12

 

Dobbiaco

 

Di sera, il lago a Braies è uno specchio,

un’anitrina sola solca sete

immobili di un’acqua che rispecchia

il verde cupo di folte abetaie

ai piedi delle cime a precipizio

dei cumuli dei monti bianco-azzurri.

 

Solca da sola tutto il lago; a un tratto,

dietro un cespuglio rorido di brina,

ecco la madre: ed i fratelli, intorno.

A lor si unisce come niente fosse.

 

È un’anatra-poeta, certamente:

il suo coraggio è empirsi di bellezza;

ma pur, solcando il lago solitaria,

essa un balletto escogita, bellezza

nascente su bellezza tanto antica.

 

E danza per se stessa, come mossa

da un’interiore nostalgia di grazia,

per tutti e per nessuno, poco importa,

perché la danza è in essa liturgia

e la coreografia vien dallo Spirito

e allo Spirito torna, ed è ammirata.

 

Così il Buon Dio contempla i nostri doni

che la Sua Grazia ci distilla, quando

la pausa di un incanto ci permette

di sentirLo passare nella brezza.

 

Ogni essere vivente che ha respiro

e tutta la Natura inanimata

lodi il Signore in ogni gesto, o stasi.

 

Le mute vette annunciano il Tuo Avvento

e l’acqua immota è specchio del Tuo Cielo.

 

 

 

 

Paolo Melandri

13 settembre 2012

 

 

 

 



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