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Arte nell’arte: Cielo indiviso

Argomento: Letteratura

di Greta Noel de Montelay
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Pubblicato il 18/08/2009 18:32:09

Alcune riflessioni, alcune sensazioni, alcune domande

Nellambito della manifestazione Arte nellarte, il 29 agosto 2009 alle ore 21.00 al Castello Malaspina di Massa-Carrara, sar presentato il libro Cielo indiviso, Manni Editori 2008, di Roberto Maggiani, una serata allinsegna della poesia. Ho cos pensato di incontrare Roberto e di condividere con lui alcune riflessioni e sensazioni ponendogli alcune semplici domande che qui riassumo in poche righe.


G: Nel segno della luce. Nel nome della natura. Per cantare quanto la vita mette a disposizione di tutti noi, a prescindere da noi.
Questo libro lo si pu quasi immaginare come quelli fatti per i bambini, che ad ogni giro di pagina, si apre il cartone in rilievo colorato e si racconta una favola, un sentimento, un personaggio.
Ogni poesia offre un elemento della vita, sensazioni plastiche, odori, sapori, smerigliature di luce
Campeggiano, soli e quasi ribelli alle convenzioni, personaggi sconosciuti, ma che, in poche battute, diventano riconoscibili, perch in fondo li abbiamo incontrati nella nostra vita.
Solo che non ne abbiamo rilevato traccia, non ci siamo messi in ascolto del loro canto interiore.
Ecco, questo mi viene in mente leggendo le creature di Roberto: un duetto perfettamente intonato con gli elementi della natura e della vita quotidiana, che sembrano comprendere le loro domande e dar loro sponda.
Chi non si mai innamorato di una donna bella, la cui maturit esprime senso e sapore come quella descritta ne La Senhora, matrona sul mare, sguardo fisso sul cortometraggio immaginario della sua vita che scorre davanti a lei?
E un archetipo.
Cos come limmagine di un filo dacqua che cinge rotondo la grande pancia di una donna che, immersa nel mare, porta la vita dentro di s.
La parola affonda nella carne e ne cava quel sospiro di beatitudine primigenio, quel senso di benessere esistenziale che era in noi quando eravamo bambini, prima della corruzione, della cacciata dallEden.
Leggo, assaporo le visioni che si aprono alla mia immaginazione e mi viene voglia di chiedere perch, di chiedere come accade, cosa si prova.


R: Movimenti, solitudine, essere nella natura, contatto intimo con la natura, squarcio nella vita vera, quella invisibile, quella che conta, intuire, cio vedere dentro. La scrittura per me , in quanto contatto con la natura, viatico per il divino, per la rivelazione di connessioni intime tra le cose.
La vita collegamento perfetto, benevolenza. Sento che quello che conta, quando vivo lesperienza della scrittura, lo sguardo benevolo sulle cose. Bene bello, apertura del noi. Le cose, quando siamo veramente, si aprono a noi. La scrittura una ferita divina che le illumina e ce le mette a portata di mano. La dimensione della scrittura semplicemente questo. Avverti che fai parte delleternit delle cose, della perfezione della vita, sei nella memoria della vita. Con la poesia si riesce a vedere lamore, a partecipare questa legge naturale primigenia che regola i rapporti tra le cose. Questo sentire, esattamente come lo sto descrivendo, mi scoppiato dentro soprattutto in Portogallo. Dico questo perch gran parte delle poesie della raccolta ha visto la luce in Portogallo.


G: Le parole di Roberto mi entrano dentro e iniziano a risuonare. Aprono la strada a opportunit di vita, ipotesi di senso. E sto bene con loro.
Seguo la penna che il gabbiano si stacca / (accecato dal sole) / simpunta sulla sabbia e mi chiedo, ma credo sia una domanda valida per tutti, cosa mi impedisca, nel mio vivere quotidiano, di seguirla quella penna, con tutte le sue evoluzioni
E la natura che urla, che avvolge, lo sguardo che gode della bellezza del cielo e che interroga il legame misterioso che affiora dalle cose, dai loro movimenti e dalle parole che vibrano in esse.
Questo mi fa pensare e chiedere ancora di nuovo a Roberto se quello che si prova nel momento in cui scaturiscono queste parole la stessa sensazione fisica di pace e di verit che risuonano in chi le riceve.


R: Le mie parole sono nate da una situazione di profonda pace. Ho riletto il libro ed ho sentito di nuovo la stessa sensazione di serenit nel momento in cui le ho scritte. Solo se la parola vera genera pace. Altrimenti amplifica il vuoto.
Se la parola vera, la poesia esorcizza il dolore, purifica lesistenza, si mette in cerca della verginit, della purezza.
E talmente forte la parola, quando vera, che pu essere utilizzata anche per uccidere in qualunque caso, risuona dentro.


G: Ascolto Roberto, il suo dire va dritto in fondo al cuore, con sincerit.
La sua poesia tersa come il cielo, trasparente come il mare, simili ma diversi nellintensit e nella pasta di blu.

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