Pubblicato il 11/08/2012 09:01:33
Lebensraum
Der Vorhang fllt, die Kerze engt das Zimmer. Was uns die Welt war, schliet sich dunkel zu. Fern wacht der Bleitod unterm Sternenflimmer. Das Doppellid des Fensters schneidet Ruh.
Du wirst zum Raum, in dem ich mich entfalte Sobald der Tagesstaub mich nicht mehr frit. Sowie ich dich in kurzen Armen halte Begreife ich, wie tief der Graben ist
Der dich von mir trennt, auer Sekunden Da zwischen uns der Funken springt; Bitter die Erleuchtung und so spt gefunden Da Leben nur im Schrei gelingt.
Du bist die Zelle, der ich mich verdichte Zu einem Kern den weichen Erdenklo. Du bist die Nu, der Weltri, den ich dichte. Einzig deine Enge macht mich gro.
***
Spazio vitale
Cala il sipario, la candela restringe la stanza. Si serra nel buio ci che per noi era il mondo. Veglia lontana nel brulichio di stelle la morte di piombo. La palpebra doppia della finestra incide la calma.
Divieni lo spazio dove mi schiudo Finch la polvere del giorno non mi divora. Mentre ti tengo tra corte braccia Comprendo quanto profondo il solco
Che ti divide da me, oltre i secondi In cui si accende tra noi la scintilla; Crudele il bagliore e capito in ritardo Che solo nel grido riesce la vita.
Sei la cella dentro la quale mi addenso Un nucleo nel morbido pugno di terra. Sei il nocciolo, la crepa del mondo che Metto in versi. Solo la tua stretta mi fa grande.
*tratta da Vorhimmel (Anticamera del cielo), Liebesgedichte, Gollenstein 2003, a cura di Davide Racca (http://www.germanistica.net/2011/10/20/11-poesie-di-richard-pietrass/)
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