BREVE ODE DELLA CANDELORA
Ovvero la Ballata degli Alberi
Nel crepuscolo una fioca luce illuminano i silenti boschi
che circondano la città ,stretta nella morsa del freddo in cima
alle calve colline ove si tiene il ballo degli alberi
per la gioia di questo gelido Inverno.
Rami secchi protesi verso il cielo un groviglio d’anime,
spiriti e folletti camminano sparsi e dispersi per stretti sentieri
sussurrando il misterioso nome di madre natura.
Personaggi leggendari usciti dai libri delle fiabe
rendono la dura quotidianità ,momenti innocenti ,
cambiano il proprio modo di sentire in diverse espressioni e intuizioni.
L’uomo è come l’albero di frutta………
Tra sentieri e brulle campagne , rinasce un mondo ove ogni cosa sembra sfuggire
a tutte le cognizioni razionali l’animo s’ubriaca di filosofie e dialettiche,
vagando alla ricerca d’ etimologie singolari ,congiunzioni spirituali
che fan sbellicare dal ridere chiunque l’ascolti.
L’uomo è come l’albero del peccato……….
Sotto l’albero dell’impiccato , balla con la morte in compagnia di sinistre
figure nate dall’illogicità dei giorni disegnati sui fogli d’un segreto taccuino .
Inseguendo una melodia aspettando Sanremo seguendo l’ amore tra motivi allegri
a lume di candela. Ecco l’annunzio d’una nuova stagione.
Danza di purificazione, sulle note d’una canzone popolare ,
ignari tra la folla con la bocca colma di volgarità perdersi in vaghi concetti
cercando la giusta forma d’un dialogo che lega la realtà alla natura.
L’uomo è come l’albero della conoscenza………..
La città s’apre alle varie culture ai miti sentimenti ai letterari amori senili ,
intenerisce assai osservare alcuni sbilenchi migranti soli e infreddoliti
per strada rincorre l’autobus delle sette.
In viaggio oltre l’usato dire nascosti dietro una conoscenza senza denti
che continua a mordere i poveri ,gli ultimi ,coloro che non sanno difendersi .
L’ uomo è come l’albero della giustizia ………..
Nel freddo pomeriggio un singolare personaggio d’un dramma
recita a soggetto la propria singolare commedia .
Giunta la sera Michel s’affaccia nel cielo trapunto di stelle con in testa
un cappellino colorato in compagnia di una sua amica s’avvia
conversando beatamente lungo la via lattea a bere un the caldo con pasticcini al bar degli astri .
Mentre un fanciullo smarrito in astratte visioni gira l’angolo lesto
per ritrovarsi solo tra la folla lungo il corso degli eventi con nascosto
sotto la giacca la luce d’un povero cero.
In ogni luogo ove giunge illumina piazze e palazzi passo dopo passo
corre verso la fine di questa storia , fino alla fine di questa poesia.
L’uomo è come l’albero del campo dei miracoli ove si balla e si canta
tutti insieme in attesa fioriscano i rami e diano i sospirati frutti della propria singolare storia d’amore .
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