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’La gazza’ di Monet


Testo proposto da LaRecherche.it

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Pubblicato il 29/07/2013 12:00:00

 

La Gazza, di Claude Monet - Musée d'Orsay Paris

 

 

La piccola ombra scura si proietta

davanti a noi sul recinto bianco

della vita dove i giochi di luce

s’insinuano e delineano

quello che siamo e quello che non siamo.

La gazza insegna che il punto grigio

all’apice della staccionata che sole e neve

dipingono nell’immota sua meraviglia

è il nostro punto fermo

di un domandarsi che mai s’acquieta.

Chissà se mai potrà qualcuno un giorno dirci

quello che siamo e quello che non siamo:

il punto grigio immerso nella neve

o la gazza stessa che stupita ammira la sua ombra?

È la domanda a cui noi sottostiamo abbarbicati

sopra quel legno storto che modula la luce

e ci attraversa e poi si arresta alle spalle

e riempie di stupore noi che siamo

alla ricerca di quel senso per quel punto grigio

forma informe di noi e della gazza

impressa nel silenzio luminoso della neve.

 

 

[ Dalla raccolta Frammenti di un corpo e di un’anima, Aracne editrice, Roma, 2006, proposta in Salon Proust, LaRecherche.it, 2013 ]

 

    

 

 

 

 

 


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