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Viaggiare

di Silvia Tamarri
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Pubblicato il 02/10/2017 19:46:24

Che se me lo dicevano prima...
mica mi credevo che la vita fosse così.
Così come? Che la vita fosse un viaggio. Cioè sali sul primo treno che capita, che non l'hai scelto e vai.
Oppure l'hai anche scelto, perché ti sembrava quello giusto, salvo poi capire che non lo era.
Oppure hai fatto testa e croce e hai scelto croce e sei salito sul treno per Milano, mentre testa sarebbe andato a Varese. E uno che cazzo ci fa a Varese? Con tutto il rispetto per chi ci abita eh!
Poi alla prima stazione ti sei detto, vai sono sul treno giusto, si continua allora, c'hai preso gusto.
E così alla seconda, alla terza e pure alla quarta fermata.
Poi alla quinta stazione sei sceso, perché ti eri stufato, perché c'era una strana coincidenza, che ti sembrava quella giusta, quella perfetta per cambiare direzione. Per vedere facce nuove, genti diverse, nuovi linguaggi.
E ti sentivi diverso, una persona nuova, nuovi orizzonti, nuove prospettive.
Poi il paesaggio è ritornato monotono, piatto, insopportabile, indigeribile e sei sceso alla prossima fermata.
Ti sei guardato intorno, valutando le direzioni, occhi fissi sui binari, sguardo attento alla lista partenze, in attesa di un cenno, una illuminazione, un'idea.
Perché anche se decidi di stare fermo, qualcosa o qualcuno deciderà di trasportarti. In fondo è come stare su di una giostra che gira all'infinito.
Se guardi indietro, puoi vederli tutti quegli incroci, quei binari, quelli che hai preso per sbaglio, quelli che hai scelto per forza, quelli che erano entusiasmo, quelli che erano disperazione. Se guardi avanti puoi vedere ancora nuovi incroci, nuove coincidenze, nuove fermate, nuove stazioni.
E tu sei il risultato di questi treni che si sono incrociati e che si incroceranno.
Ma c'è una cosa importante da fare, sempre, quando sei in treno: guardare fuori dal finestrino e godersi il paesaggio.

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