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Dialettica

di Paolo Melandri
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Pubblicato il 30/06/2013 13:32:46

 

Dialettica

 

Greve cade l’accento su «polemica».

Ai Giornalisti lasciala. Già infuriano

i balestrucci con le lor vertigini

d’ombra. Cresce il meriggio, fuori, immane.

 

Queste parole un poco «alluminate»

se non «di puro argento e d’oro», almen corrusche

siano d’un bronzeo ignoto baglior sùbito

e mia corazza la dialessi. Eppure

 

non m’è mestiere avere l’armi in pugno

né pur mostrare i muscoli, Domenico.

Bastino i pianti. Sorge all’improvviso

dal ritmo interno una memoria arcana.

 

Faville d’intelletto, epifanie

forse del Vero… E cosa è il vero

se non spirito infuso in intervalli

di tempo, ch’è interiore, o non esiste?

 

Con le celate alzate ancor guardiamoci.

Cos'è questo duellare dialettico

in mezzo a nebbia diaccia, maja vana?

Allo splender dell'alba conciliamoci.

 

 

 

 

 

Paolo Melandri

30 giugno 2013

 

P.S. Le parole tra virgolette basse o «a sergente» vengono dal Falstaff di Verdi-Boito.


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