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Maria voleva le ali

Argomento: Letteratura

di Catello Nastro
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Pubblicato il 13/06/2010 23:48:17

Lattualit del libro di Elisa Sala Borin
MARIA VOLEVA LE ALI
Quando la prosa diventa poesia

Edito da Piazza, di Silea, in provincia di Treviso, sedicesimo volume della Collana I Noni, in elegante veste editoriale, autrice Elisa Sala Borin, una mia coetanea del nord est della penisola, si appropria, per alcuni giorni e lunghe serate, della mia scrivania. Premetto di non essere un grande scrittore enemmeno un grande lettore. Negli ultimi anni sono passati al vaglio oltre cento volumi, ma dopo appena una diecina di pagine labbandono. Loblio completo atto solo ad aumentare lenorme pila di volumi e volumetti nei quali la banalit faceva da sovrana. Le letture che ho portato a termine, quindi, meno di dieci. Tra questi, lultimo in ordine di tempo, divorato attentamente fino a pagina 172, lultima, Maria voleva le ali di Elisa Sala Borin, di Treviso. I protagonisti, anzi i personaggi, non sono eroi, ma gente comune, che vive un periodo triste ( il primo ventennio del secolo scorso) in un paese di frontiera a tu per tu coi nemici austriaci. Le vicende si intrecciano, durante la narrazione, e si intersecano alimentandosi a vicenda, pur mantenendo una propria personalit descrittiva ben definita. Il narrare dellautrice scorrevole, fluido, esente da fronzoli riempitivi, pur intrattenendosi nella descrizione dei luoghi a lei noti, vissuti in vari decenni e quindi partecipando alla vita attiva ed allevoluzione del pensiero e della gestione della routine quotidiana. Le vicende oggetto di richiami frequenti, sono quelle familiari, dei ricordi, delle radici, come si ama definirle oggi. Una descrizione di una o due generazioni precedenti, delle quali si evidenziano, nella descrizione minuziosa ed attenta, non solo aspetti fisici, ma stati danimo, contatti sociali ed affettivi ognuno dei quali vive la sua storia in maniera autonoma ed indipendente proiettata in una societ diversa, evoluta o involuta che dir si voglia. Ma quello che pi colpisce il lettore, non solo la descrizione del paesaggio e degli eventi, luttuosi essendo in periodo e zona bellica di confine, ma gli stati danimo della gente comune, nella maggior parte analfabeta. E proprio a questo punto viene fuori la validit della penna di Elisa Sala Borin nel descrivere passioni gestite in maniera normale, ma descritte in maniera cos delicata da assurgere a poesia. Storia, geografia, economia, psicologia, sociologia si ingigantiscono in un discorso pi ampio di carattere interdisciplinare e pluridisciplinare in maniera da consigliare il libro come testo di narrativa nelle scuole medie, al nord come al sud dellItalia, a dimostrazione di differenze che, attraverso la conoscenza, si integrano e si arricchiscono. La donna, in questo libro, a mio modesto avviso, non la protagonista del cambiamento, ma linterprete semplice e genuina di una evoluzione sociale femminile che porter la lunga gonna radente il suolo ad essere sostituita dalla bisnonna della minigonna tanto cara agli anni 30. Un libro da leggere attentamente, da analizzare e da consigliare anche ai giovanissimi proprio perch non sfocia mai nella volgarit, nella banalit, nella descrizione avulsa dal contenuto, nella mistificazione della storia.

Catello Nastro

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