Pubblicato il 25/06/2010 12:56:39
PRESENTAZIONE CD DI MICO ARGIRO
Nella mia carriera di critico darte ed altro, mi capitato di presentare un poco di tutto. La prima presentazione avvenne nel 1958 a cento metri da qui. Erano i tempi del Musichiere e del compianto Mario Riva, e coi compagni di Liceo organizzammo Il pettegoliere, una parodia, appunto, del Musichiere. Con due vallette presentai lo spettacolo che dur circa due ore e questo fu il mio esordio. Nel 1963 presentai una collettiva di arte figurativa in via Piave, ma la maggior parte delle presentazioni di opere darte figurativa avvenne nel Piemonte dove insegnavo, dal 1970 al 1983. A Torino ho presentato anche lapertura di due supermercati e di un locale notturno. A settanta anni, nel 2010, mi tocca di presentare un cd. E la prima volta nella mia vita. Anche perch ai miei tempi di giovent si andava avanti ancora col 78 giri oramai storico. Fatta questa breve premessa con sommo piacere ho accettato di dire due parole sul recente lavoro di Mico, prima perch sono un suo ammiratore, secondo perch ho gi ascoltato le canzoni contenute nel cd una diecina di volte, terzo perch credo nelle possibilit di questo giovane artista agropolese, sia come cantante, sia come poeta, sia come coordinatore di un gruppo di strumentisti che in verit sono bravissimi. La figura del cantante autore simile a quella di qualsiasi altro compositore di arte, sia essa una poesia, un racconto, un disegno, un dipinto, una scultura, una realizzazione di architettura. Lartista in genere, a mio avviso, deve creare senza tener conto delle esigenze e le richieste di mercato. Solo in questa maniera pu produrre unopera darte. Se lo fa, sollecitato da un certo guadagno materiale immediato, da luogo ad una produzione artigianale che con larte e la creazione artistica non ha niente a che vedere. Quando ho ascoltato la canzone dedicata a Caravaggio, nelle note e nelle varie tonalit, mi passavano davanti agli occhi i volti illuminati da una luce misteriosa che ne metteva in risalto le caratteristiche somatiche in una alternanza di luci ed ombre che ritrovavo nella musica di Mico Argir. Unaltra canzone dedicata ai diversi mostra come il giovane artista agropolese abbia anche il coraggio di affrontare tematiche di ardua trattazione. Ma egli lo fa quasi con semplicit, con spontaneit, come fa per tutti gli altri argomenti che tratta, sia come paroliere che come musicista, un argomento un capitolo a se stante che va trattato e trascritto sul pentagramma in una maniera singolare si da differire da qualsiasi altro pezzo. Anche lamore, quello tradizionale, viene trattato con enorme semplicit e genuinit. Gi il primo brano della compilation, che si intitola Questamore stato liberamente ispirato dalla poesia Cet amour di Jaques Prevert. Il secondo brano, addirittura, si ispira al Caravaggio. Il terzo brano La chanon de le Maudit di chiara ispirazione alla filosofia francese di fine 800 inizi 900. Bella da sognare si rif alla tradizione greca. Ultima notte a Capo Vaticano e Tutti i diversi del mondo narrano dellamore secondo una concezione del tutto personale. Conclude il cd Lentamente muore che liberamente ispirata alla poesia Ode alla vita di Martha Madeiros. Fare raffronti Per principio odio fare raffronti. Avvicinarlo a De Andr, a Tenco, ai melodici o ai romantici, non significherebbe proprio nulla. Ma la passione, lamore per la musica e per la creazione artistica, il coordinare tanti strumenti, tanti tempi e tante voci, mantenere fede a tanti impegni, lo si pu fare solamente se si crede fermamente in quello che si fa. Lamore la forza motrice che spinge Mico a produrre e ad intraprendere sempre nuovi percorsi musicali. La sua musa ispiratrice quasi una ragazzina che lo ama e lo sorregge. Come mia moglie, Rosanna, che vidi per la prima volta quasi mezzo secolo fa davanti al bar Nazionale e dopo dieci anni la sposai. Sono passati quarantanni e continua ancora ad essere le musa ispiratrice. Questo laugurio che faccio a Mico. Larte pu procedere speditamente solo con un sorriso. E tu gi lo hai trovato. Auguri Mirco. Continua a deliziarci con le tue storie bellissime.
Catello Nastro
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