Pubblicato il 15/12/2013 13:29:30
ARIA NATALIZIA
Nel silenzio degli anni trascorsi ,nel senso oscuro delle parole appese insieme al bucato asciugato dal vento marino giunto da lontano, porta con s nuove parole, nuovi giorni ,nuove avventure. La citt si apre lentamente ,si lascia toccare ,amare. In ogni casa luccica un albero con tante palline colorate ,in ogni angolo un piccolo presepe ove vivono minuti personaggi. Luci di tanto tempo fa che ardono dentro di noi nella nostra breve vita nei momenti pi duri incontro ad un arduo destino. Rinascere, crescere, arrampicarsi sul gigantesco albero andare sempre pi su ,fino in cima dove splende radiosa la stella cometa. Viaggiare ,credere di potercela fare ,nell'infinito attimo tra ninnoli , decori nella favola bella che ieri m'illuse e ancora oggi m'illude per strade bagnate ragionando di vittorie , sconfitte di occasioni perdute. Quante domande ,quanta tristezza, un interminabile idea di un vivere aldil di regole ,certezze . Camminare nella gelida aria invernale ,ammirare le vetrine dei negozi, ammirare gli occhi di una ragazza, perdersi in varie tentazioni ,in quella colpa riflessa nelle luci del natale tra la folla andare con un sorriso in tasca . Tanti babbi natali ubriachi fradici che cantano una dolce canzone. Macchine che passano occhi che ragionano ti osservano oltre ci che sei ,oltre ogni vanit ,invidia . Il cuore batte corre a cento all'ora non si ferma e non si pu fermare, scivolare sotto muro. Poi un sentimento invade l'animo, riflettere su ci che siamo stati nei giorni crudeli ,nei giorni di scuola ,nei giorni dell'amicizia innanzi ad un crocifisso per strada con la sigaretta in mano . Ragionare ,credere che domani sar diverso ,diverso nei versi scritti di sera in solitudine. Piangere, senza farsi vedere dal mondo ,piangere ,gigante tra i giganti con una forza senza pari ,disfarsi di questo male ,queste calunnie. Piangere ,esistere per un attimo nella pelle altrui. Poi natale con gli occhi umidi le grida dei bimbi ,benino che dorme sul colle tra le pecorelle, beato sogna ,mentre i soldati si tolgono l'elmo lo posano per terra abbracciano i loro nemico. I poliziotti si tolgono il casco ed abbracciano i manifestanti. E la protesta corre nell'etere ed i baci sono scintille ,giovani coraggiosi ,vecchi con i forconi . E la notte tenera ,notte di natale. Domani ,domani ancora sperando ogni cosa possa essere uguale o forse diversa ,partire ,ritornare vincitori. Partire ed essere salvi ,passeggiare per le strade di Roma. Lungo l'albero fino in cima in compagnia di tanti e nessuno in compagnia di un sogno. In compagnia di questo calore di questa dolcezza senza fine, che ti prende per mano ti fa ritornare ad essere un bambino . Felice tra il cielo ed il mare tra le rime le bugie tra i rami dell'albero addobbato con mille fili argentati , sotto la neve infreddolito , taciturno tremante ,mano nella mano di questo matto amore ,latino, ladro di passioni. Un punto fermo un dire a meta, un nero a meta, essere l'altro che t'aspetta , seduto ,ordinato ai tavolini del bar del corso che ordina il suo crodino non dire cretinate io mica sono Dio. Credevo di esserlo poi mi sono reso conto che tutto passa .nell'attesa nella speranza popolare. L'ignoranza, il disprezzo il vile denaro, la crudelt , che bello il re e la regina ,un vagito nasce ,cresce muore, risorge, eppure nacque in un umile famiglia il padre un povero falegname. Cosa ho compreso? ritorno su i miei passi , piccolo ed ignudo con le mie perplessit in viaggio verso casa . Un nuovo giorno sorge ,svegliati . Oggi natale, domani capodanno.
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