Pubblicato il 12/04/2008
Questo termine non un sinonimo di ateo o miscredente ma implica rispetto per gli altri e libert da ogni idolatria
di Claudio Magris
Quando, all'universit, con alcuni amici studiavamo tedesco, lingua allora non molto diffusa, e alcuni compagni che l'ignoravano ci chiedevano di insegnar loro qualche dolce parolina romantica con cui attaccar bottone alle ragazze tedesche che venivano in Italia, noi suggerivamo loro un paio di termini tutt'altro che galanti e piuttosto irriferibili, con le immaginabili conseguenze sui loro approcci. Questa goliardata, stupidotta come tutte le goliardate, conteneva in s il dramma della Torre di Babele: quando gli uomini parlano senza capirsi e credono di dire una cosa usando una parola che ne indica una opposta, nascono equivoci, talora drammatici sino alla violenza. Nel penoso autogol in cui si risolta la gazzarra contro l'invito del Papa all'universit di Roma, l'elemento pi pacchiano stato, per l'ennesima volta, l'uso scorretto, distorto e capovolto del termine laico, che pu giustificare un ennesimo, nel mio caso ripetitivo, tentativo di chiarirne il significato.
Laico non vuol dire affatto, come ignorantemente si ripete, l'opposto di credente (o di cattolico) e non indica, di per s, n un credente n un ateo n un agnostico. Laicit non un contenuto filosofico, bens una forma mentis; essenzialmente la capacit di distinguere ci che dimostrabile razionalmente da ci che invece oggetto di fede, a prescindere dall'adesione o meno a tale fede; di distinguere le sfere e gli ambiti delle diverse competenze, in primo luogo quelle della Chiesa e quelle dello Stato.
La laicit non si identifica con alcun credo, con alcuna filosofia o ideologia, ma l'attitudine ad articolare il proprio pensiero (ateo, religioso, idealista, marxista) secondo principi logici che non possono essere condizionati, nella coerenza del loro procedere, da nessuna fede, da nessun pathos del cuore, perch in tal caso si cade in un pasticcio, sempre oscurantista. La cultura anche cattolica se tale sempre laica, cos come la logica di San Tommaso o di un pensatore ateo non pu non affidarsi a criteri di razionalit e la dimostrazione di un teorema, anche se fatta da un Santo della Chiesa, deve obbedire alle leggi della matematica e non al catechismo.
Una visione religiosa pu muovere l'animo a creare una societ pi giusta, ma il laico sa che essa non pu certo tradursi immediatamente in articoli di legge, come vogliono gli aberranti fondamentalisti di ogni specie. Laico chi conosce il rapporto ma soprattutto la differenza tra il quinto comandamento, che ingiunge di non ammazzare, e l'articolo del codice penale che punisce l'omicidio. Laico lo diceva Norberto Bobbio, forse il pi grande dei laici italiani chi si appassiona ai propri valori caldi (amore, amicizia, poesia, fede, generoso progetto politico) ma difende i valori freddi (la legge, la democrazia, le regole del gioco politico) che soli permettono a tutti di coltivare i propri valori caldi. Un altro grande laico stato Arturo Carlo Jemolo, maestro di diritto e libert, cattolico fervente e religiosissimo, difensore strenuo della distinzione fra Stato e Chiesa e duro avversario dell'inaccettabile finanziamento pubblico alla scuola privata cattolica, ebraica, islamica o domani magari razzista, se alcuni genitori pretenderanno di educare i loro figli in tale credo delirante.
Laicit significa tolleranza, dubbio rivolto anche alle proprie certezze, capacit di credere fortemente in alcuni valori sapendo che ne esistono altri, pur essi rispettabili; di non confondere il pensiero e l'autentico sentimento con la convinzione fanatica e con le viscerali reazioni emotive; di ridere e sorridere anche di ci che si ama e si continua ad amare; di essere liberi dall'idolatria e dalla dissacrazione, entrambe servili e coatte. Il fondamentalismo intollerante pu essere clericale (come lo stato tante volte, anche con feroce violenza, nei secoli e continua talora, anche se pi blandamente, ad esserlo) o faziosamente laicista, altrettanto antilaico.
I bacchettoni che si scandalizzano dei nudisti sono altrettanto poco laici quanto quei nudisti che, anzich spogliarsi legittimamente per il piacere di prendere il sole, lo fanno con l'enfatica presunzione di battersi contro la repressione, di sentirsi piccoli Galilei davanti all'Inquisizione, mai contenti finch qualche tonto prete non cominci a blaterare contro di loro.
Un laico avrebbe diritto di diffidare formalmente la cagnara svoltasi alla Sapienza dal fregiarsi dell'appellativo laico. lecito a ciascuno criticare il senato accademico, dire che poteva fare anche scelte migliori: invitare ad esempio il Dalai Lama o Jamaica Kincaid, la grande scrittrice nera di Antigua, ma al senato, eletto secondo le regole accademiche, che spettava decidere; si possono criticare le sue scelte, come io criticavo le scelte inqualificabili del governo Berlusconi, ma senza pretendere di impedirgliele, visto che purtroppo era stato eletto secondo le regole della democrazia.
Si detto, in un dibattito televisivo, che il Papa non doveva parlare in quanto la Chiesa si affida a un'altra procedura di percorso e di ricerca rispetto a quella della ricerca scientifica, di cui l'universit tempio. Ma non si trattava di istituire una cattedra di Paleontologia cattolica, ovviamente una scemenza perch la paleontologia non n atea n cattolica o luterana, bens di ascoltare un discorso, il quale a seconda del suo livello intellettuale e culturale, che non si poteva giudicare prima di averlo letto o sentito poteva arricchire di poco, di molto, di moltissimo o di nulla (come tanti discorsi tenuti all'inaugurazione di anni accademici) l'uditorio. Del resto, se si fosse invitato invece il Dalai Lama contro il quale giustamente nessuno ha n avrebbe sollevato obiezioni, che giustamente visto con simpatia e stima per le sue opere, alcune delle quali ho letto con grande profitto anch'egli avrebbe tenuto un discorso ispirato a una logica diversa da quella della ricerca scientifica occidentale.
Ma anche a questo proposito il laico sente sorgere qualche dubbio. Cos come il Vangelo non il solo testo religioso dell'umanit, ma ci sono pure il Corano, il Dhammapada buddhista e la Bhagavadgita induista, anche la scienza ha metodologie diverse. C' la fisica e c' la letteratura, che pure oggetto di scienza Literaturwissenschaft, scienza della letteratura, dicono i tedeschi e la cui indagine si affida ad altri metodi, non necessariamente meno rigorosi ma diversi; la razionalit che presiede all'interpretazione di una poesia di Leopardi diversa da quella che regola la dimostrazione di un teorema matematico o l'analisi di un periodo o di un fenomeno storico. E all'universit si studiano appunto fisica, letteratura, storia e cos via. Anche alcuni grandi filosofi hanno insegnato all'universit, proponendo la loro concezione filosofica pure a studenti di altre convinzioni; non per questo stata loro tolta la parola.
Non il cosa, il come che fa la musica e anche la libert e razionalit dell'insegnamento. Ognuno di noi, volente o nolente, anche e soprattutto quando insegna, propone una sua verit, una sua visione delle cose. Come ha scritto un genio laico quale Max Weber, tutto dipende da come presenta la sua verit: un laico se sa farlo mettendosi in gioco, distinguendo ci che deriva da dimostrazione o da esperienza verificabile da ci che invece solo illazione ancorch convincente, mettendo le carte in tavola, ossia dichiarando a priori le sue convinzioni, scientifiche e filosofiche, affinch gli altri sappiano che forse esse possono influenzare pure inconsciamente la sua ricerca, anche se egli onestamente fa di tutto per evitarlo. Mettere sul tavolo, con questo spirito, un'esperienza e una riflessione teologica pu essere un grande arricchimento. Se, invece, si affermano arrogantemente verit date una volta per tutte, si intolleranti totalitari, clericali. Non conta se il discorso di Benedetto XVI letto alla Sapienza sia creativo e stimolante oppure rigidamente ingessato oppure come accade in circostanze ufficiali e retoriche quali le inaugurazioni accademiche dotto, beneducato e scialbo. So solo che una volta deciso da chi ne aveva legittimamente la facolt di invitarlo un laico poteva anche preferire di andare quel giorno a spasso piuttosto che all'inaugurazione dell'anno accademico (come io ho fatto quasi sempre, ma non per contestare gli oratori), ma non di respingere il discorso prima di ascoltarlo.
Nei confronti di Benedetto XVI scattato infatti un pregiudizio, assai poco scientifico. Si detto che inaccettabile l'opposizione della dottrina cattolica alle teorie di Darwin. Sto dalla parte di Darwin (le cui scoperte si pongono su un altro piano rispetto alla fede) e non di chi lo vorrebbe mettere al bando, come tent un ministro del precedente governo, anche se la contrapposizione fra creazionismo e teoria della selezione non pi posta in termini rozzi e molte voci della Chiesa, in nome di una concezione del creazionismo pi credibile e meno mitica, non sono pi su quelle posizioni antidarwiniane. Ma Benedetto Croce critic Darwin in modo molto pi grossolano, rifiutando quella che gli pareva una riduzione dello studio dell'umanit alla zoologia e non essendo peraltro in grado, diversamente dalla Chiesa, di offrire una risposta alternativa alle domande sull'origine dell'uomo, pur sapendo che il Pitecantropo era diverso da suo zio filosofo Bertrando Spaventa. Anche alla matematica negava dignit di scienza, definendola pseudoconcetto. Se l'invitato fosse stato Benedetto Croce, grande filosofo anche se pi antiscientista di Benedetto XVI, si sarebbe fatto altrettanto baccano? Perch si fischia il Papa quando nega il matrimonio degli omosessuali e non si fischiano le ambasciate di quei Paesi arabi, filo- o anti-occidentali, in cui si decapitano gli omosessuali e si lapidano le donne incinte fuori dal matrimonio? In quella trasmissione televisiva Pannella, oltre ad aver infelicemente accostato i professori protestatari della Sapienza ai professori che rifiutarono il giuramento fascista perdendo la cattedra, il posto e lo stipendio, ha fatto una giusta osservazione, denunciando ingerenze della Chiesa e la frequente supina sudditanza da parte dello Stato e degli organi di informazione nei loro riguardi. Se questo vero, ed in parte certo vero, da laici adoperarsi per combattere quest'ingerenza, per dare alle altre confessioni religiose il pieno diritto all'espressione, per respingere ogni invadenza clericale, insomma per dare a Cesare quel che di Cesare e a Dio quel che di Dio, principio laico che, come noto, proclamato nel Vangelo. Ma questa doverosa battaglia per la laicit dello Stato non autorizza l'intolleranza in altra sede, come accaduto alla Sapienza; se il mio vicino fa schiamazzi notturni, posso denunciarlo, ma non ammaccargli per rivalsa l'automobile.
Una cosa, in tutta questa vicenda balorda, preoccupante per chi teme la regressione politica del Paese, i rigurgiti clericali e il possibile ritorno del devastante governo precedente. preoccupante vedere come persone e forze che si dicono e certo si sentono sinceramente democratiche e dovrebbero dunque razionalmente operare tenendo presente la gravit della situazione politica e il pericolo di una regressione, sembrano colte da una febbre autodistruttiva, da un'allegra irresponsabilit, da una spensierata vocazione a una disastrosa sconfitta.
(Editoriale del Corriere della sera del 20 gennaio 2008)
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